Il diverbio in auto finisce a sportellate
L’intervento provvidenziale della polizia provinciale

Il diverbio in auto finisce a sportellate

Duello rusticano in tangenziale a Lodi: intervengono gli agenti della polizia provinciale

Un folle duello rusticano, combattuto a colpi di “sportellate”, sulla tangenziale di Lodi. È quanto avvenuto ieri pomeriggio a Lodi, in zona San Bernardo, dove un banale diverbio tra automobilisti ha prima portato uno dei due veicoli coinvolti a finire fuori strada, quindi ha rischiato di degenerare in rissa. Provvidenziale è stato così l’intervento di due agenti della polizia provinciale, che si trovavano sul posto, e che dopo aver evitato il peggio ha proceduto con i rilievi del caso per accertare cause e responsabilità dell’episodio.

Il duello è andato in scena attorno alle 15. Protagonisti, due automobilisti residenti nella Bassa, rispettivamente al volante di una Mazda e di una Golf, uno di ritorno dal lavoro e l’altro da una giornata di shopping, entrambi diretti verso Piacenza. Alla rotonda dei vigili del fuoco, però, il conducente della Mazda si sarebbe fermato per poi ripartire lentamente. Forse “troppo” lentamente per chi gli stava dietro, che a quel punto ha tentato di sorpassarlo sulla sinistra, ma senza riuscirci. Ne è seguito un vero e proprio inseguimento, per circa trenta metri, con le due auto che si sono prese letteralmente a “sportellate” fino a quando la Mazda non è finita fuori strada e l’altra si è fermata sul ciglio della strada. Il tutto proprio sotto gli occhi della polizia, il cui intervento ha evitato che gli automobilisti venissero alle mani.

Il comando comune della polizia locale e di quella provinciale in via Cadamosto

L’episodio per fortuna non ha provocato feriti né altre conseguenze. Ma i ”duellanti” non se la sono cavata a buon mercato. I due automobilisti sono stati sottoposti all’etilometro, risultando comunque negativi. La loro prodezza gli è costata comunque una denuncia a piede libero: tranquillizzatisi, nella caserma di via Cadamosto i conducenti hanno chiesto scusa, ammettendo di aver commesso una “sciocchezza”. Spetterà alla magistratura decidere come procedere.

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