Scaffali vuoti, nubi sui dipendenti: una crisi al buio per Superdì e Iperdì
Gli scaffali del Superdì di San Colombano sono desolatamente vuoti

Nubi nere per Superdì e Iperdì: scaffali vuoti e timori per i dipendenti

Una cinquantina gli addetti del territorio i cui stipendi sono a rischio

Scaffali vuoti, nessuna fornitura, totale incertezza per i dipendenti: si addensano nubi nere sul futuro del Superdì di San Colombano e dell’Iperdì di Lodi (entrambi del gruppo Gca) dove lavorano in tutto circa 50 persone. Non solo: si tratta di una crisi “al buio”, con nessuna informazione fornita ai sindacati né ai lavoratori. Filcams Cgil e Fisascat Cisl scrivono alle amministrazioni locali di San Colombano e di Lodi per chiedere un incontro per tentare di smuovere anche il mondo della politica verso quella che sta diventando un’emergenza.

La crisi dei supermercati controllati dalla società Gca prosegue ormai dall’inizio dell’anno e si è acuita da questa primavera, quando ha cominciato a manifestarsi con gli scaffali sempre più vuoti di merci. All’inizio la società aveva parlato di riorganizzazione della catena logistica per giustificare le mancate forniture, poi a maggio era uscita allo scoperto parlando apertamente di crisi finanziaria.

Un piano di rilancio annunciato ai sindacati prevedeva la cessione di 15 dei 43 punti vendita in tutto il Nord Italia a due player del settore interessati (uno del gruppo Il Gigante). «Da allora però, non è uscita più alcuna informazione certa, qualche punto vendita nel frattempo è stato chiuso, ai lavoratori è stato garantito stipendio e quattordicesima fino a giugno» spiega Angelo Raimondi della Filcams Cgil.

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