Rifiuti e siringhe in rive all’Adda, e non si fermano i tuffi “proibiti”
Alcuni dei rifiuti abbandonati sulle rive dell’Adda fra Zelo e Spino

Rifiuti e siringhe in rive all’Adda: sul fiume degrado e tuffi “pericolosi”

Immagini desolanti sul percorso che collega Zelo, Spino, Comazzo e Merlino

Sotto il ponte dell’Adda si nasconde un vero e proprio immondezzaio. Per la verità i cumuli di rifiuti non sono nemmeno troppo nascosti: sacchi neri, elettrodomestici e passeggini abbandonati, che compaiono agli occhi di tutti quelli che frequentano la greenway che corre lungo il fiume, tra Zelo, Spino, Merlino e Comazzo. «Purtroppo qui - racconta Nicoletta Battistella, una cittadina spinese - non ci sono solo rifiuti, problema vecchio che si ripete ogni anno, anzi forse rispetto agli anni precedenti c’è stato un miglioramento. Il fatto è che sono arrivate le siringhe: il ponte, in particolare, è diventato punto di ritrovo di tossici, che consumano qui la droga».

I divieti circa l’abbandono di rifiuti, l’accensione di fuochi a terra, la balneazione e l’accampamento a quanto pare non sono sufficienti. Zelo ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comune di Spino per il pattugliamento dell’Adda, collabora con il Parco e le guardie ecologiche volontarie, inoltre la polizia locale effettua dei controlli anche di sabato mattina. Eppure, le violazioni sono all’ordine del giorno.

Continuano anche i tuffi proibiti nel canale Vacchelli e in Adda da parte soprattutto di ragazzini che si cimentano in pericolose acrobazie buttandosi dalla scarpata e dalle sponde.

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