Nel Lodigiano le mafie si vedono molto poco
La presentazione in Regione nell’anniversario della strage di via D’Amelio

Nel Lodigiano le mafie si vedono molto poco

Secondo una ricerca della Statale solo l’1 per cento

del riciclaggio della regione avviene nella provincia.

Nel Sudmilano si ritengono invece presenti tutte le organizzazioni

Solamente l’1 per cento degli investimenti della criminalità organizzata in Lombardia approdano nel Lodigiano, e sono un’analoga percentuale gli immobili confiscati e dati in gestione in provincia di Lodi a fronte del totale regionale: è il dato che arriva dalla ricerca “Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia” presentata ieri in anteprima dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università statale di Milano diretto da Nando Dalla Chiesa alla Commissione antimafia del consiglio regionale lombardo. Un lavoro di sintesi delle informazioni, soprattutto giudiziarie, che sono già disponibili e che secondo l’Osservatorio non sono mai state adeguatamente coordinate e messe in rete.

Quella di Lodi però, per una serie di indicatori che vanno dai “reati spia” alle misure di prevenzione, non è l’isola felice della Lombardia: in una scala dell’indice di presenze mafiose che va dalla posizione 1 per Milano e Brianza, le più infiltrate, a 5 per la provincia di Sondrio, considerata ancora la più pulita, Lodi è in quarta posizione.

E, visto il primato del Milanese, il Sudmilano non è da meno: in un altro documento recente sul tema, l’’analisi semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, emerge un quadro di presenze e infiltrazioni ben radicato nella fascia di confine tra il Lodigiano e la metropoli. Nel solo Sudmilano tra l’altro sono un centinaio i provvedimenti di sequestro o confisca di abitazioni, uffici, negozi e proprietà in genere, e secondo la Dia sono presenti tutte o quasi le organizzazioni di stampo mafioso, italiane e straniere, compresa la mafia nigeriana.

Dalla Chiesa, illustrando il report, ha spiegato che questa prima parte si concentra sulla presenza territoriale della mafia in Lombardia, mentre una seconda parte è già allo studio e farà il punto sugli “affari” della criminalità nella nostra regione, con riferimento anche alle organizzazioni straniere: il secondo capitolo della ricerca sarà pronto per la fine dell’anno. “Dobbiamo contrastare ogni infiltrazione con tutta la nostra determinazione e fare che la coscienza del valore della legalità si diffonda in maniera pervasiva” ha affermato il Presidente della Regione Attilio Fontana, nel suo saluto introduttivo.

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