Tangenziale, un’altra “tegola” milionaria per la Provincia
Un tratto della tangenziale di Codogno

Tangenziale di Codogno, nuova “tegola” milionaria per la Provincia di Lodi

La ditta Fabiani torna alla carica e chiede un maxi risarcimento

Tangenziale di Codogno, doccia fredda per palazzo San Cristoforo: sui tavoli della Provincia di Lodi è arrivata una richiesta plurimilionaria di risarcimento che farebbe finire l’ente “gambe all’aria”. La cifra pretesa infatti ammonterebbe ad oltre 10 milioni di euro. L’ennesimo “strascico” dello scontro giudiziario fra Provincia e impresa bergamasca Fabiani, partito oltre cinque anni fa nel bel mezzo del cantiere per la costruzione della variante alla 234 di Codogno. Una “tegola” che si aggiunge a quella del contenzioso aperto con la società Cre, per la quale la Provincia è stata condannata dalla giustizia amministrativa a risarcire la società per avere ritardato l’apertura del secondo centro trattamento dei fanghi, a Meleti, negando le autorizzazioni e facendo ricorso al Tar. «Pochi giorni fa abbiamo ricevuto dal privato una richiesta di risarcimento da milioni di euro, per questioni derivanti ancora dai contenziosi per la tangenziale di Codogno – conferma il presidente della Provincia di Lodi Francesco Passerini -: francamente sono perplesso, mi risultava che chi mi aveva preceduto avesse chiuso la partita; in ogni caso – taglia corto Passerini -, stiamo verificando con i legali la natura di questa richiesta e la posizione dell’ente». Partiti nel 2011, i lavori della variante avevano subìto nel dicembre 2012 una brusca interruzione dovuta proprio all’apertura di un contenzioso fra la Provincia e la ditta Fabiani, originariamente titolare dell’appalto, il cui contratto nel giugno 2013 era stato risolto. Dopo anni di scontri la scorsa estate il consiglio provinciale aveva dato il via libera all’accordo economico da 2 milioni 700mila euro con la Fabiani per mettere una pietra sopra tutti i contenziosi relativi alla costruzione della tangenziale. Gradi di giudizio che in tribunale avevano visto palazzo San Cristoforo soccombere: nel 2016 infatti il tribunale civile di Milano, a proposito del mancato pagamento degli stati d’avanzamento dei lavori, aveva condannato la Provincia a risarcire la Fabiani con 3milioni 500mila euro più oneri, spese tecniche e legali per un esborso complessivo di 4 milioni 200mila euro. Da qui l’accordo. Restava aperta però la contesa relativa al danno: quando Fabiani avviò un’ingiunzione di pagamento alla Provincia, palazzo San Cristoforo replicò a sua volta attivando il pignoramento dei conti correnti della Fabiani che poco tempo dopo finì in concordato. I travagli della tangenziale non sembrano dunque avere fine. Oltre all’interruzione del cantiere, con il successivo affidamento ad altra ditta, a lavori appena terminati la variante negli ultimi anni ha subìto diversi interventi di ripristino dell’asfalto.

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