Pendolari, la rivoluzione: «Verso il biglietto unico»
Il consigliere Lucini, con delega a Trasporti, Cultura e Protezione civile

In arrivo la “rivoluzione” per i pendolari: «Verso il biglietto unico»

Il consigliere provinciale Lucini annuncia importanti novità per gli utenti di Codogno e Sant’Angelo

Una piccola grande rivoluzione in vista per chi viaggia nel territorio in bus. Con cambiamenti di impatto per i pendolari di Codogno e Sant’Angelo, e l’ipotesi di creare un’integrazione tra trasporto su ruota e su ferro - pullman e ferrovie - che passa dal biglietto unico all’ipotesi che la maggior parte delle corse si fermino a Melegnano, zona stazione ferroviaria, per arrivare su binari al capoluogo meneghino. È una delle partite più impegnative sul capitolo trasporti, in questo momento sul piatto della provincia di Lodi, quella della revisione del trasporto pubblico locale in Lombardia, di cui si sta occupando l’agenzia del trasporto pubblico locale. A Palazzo San Cristoforo, è in mano al consigliere delegato Antonio Lucini, che ha le deleghe a Trasporti, Cultura e Protezione civile. Da Lodi sta seguendo da vicino la partita della revisione del piano del trasporto pubblico locale in Lombardia, «che segue le indicazioni di Regione Lombardia su tariffazione unica e incentivazione del trasporto pubblico locale, anche attraverso l’integrazione tra gomma e ferro. Tutte cose giuste, a patto però che si investa sulle stazioni e che si creino i minori disagi possibili ai pendolari» sottolinea Lucini.

«Si sono già tenuti - racconta Lucini - diversi sopralluoghi a Codogno e a Sant’Angelo, per valutare l’impatto di ipotesi come quella che prevede che molte corse da Sant’Angelo e Codogno a Milano si fermino a Melegnano, in zona stazione, per poi lasciare spazio al trasporto su rotaia, con un biglietto unico per i pendolari, individuando zone di interscambio a Sant’Angelo, in zona ospedale, e a Vizzolo, ma resta da capire l’impatto sulla quotidianità dei pendolari». L’idea, come spiegato dall’assessore, sarebbe garantire le corse dirette in orario di punta e poi aprire all’integrazione in orari meno trafficati: «Anche perché le condizioni delle ferrovie le conosciamo. Non possiamo obbligate le persone a salire su carri merci».

Lucini non risparmia qualche stoccata alla precedente amministrazione provinciale, anche in risposta agli attacchi politici che in queste settimane hanno colpito l’ente: «Passerini è espressione del centrodestra, ma bisogna sottolineare che molte partite di cui ci stiamo occupando sono ereditate dal centrosinistra - rimarca Lucini -. Basti pensare alla questione del personale della Provincia. A pochi giorni dalla scadenza del mandato, il presidente Russo ha prorogato le nomine delle posizioni organizzative. Una scelta che avrei lasciato al prossimo presidente».

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