Lule nell’inferno Binasca: 200 vittime della “tratta”
Preoccupano i dati sulla prostituzione

Lule nell’inferno Binasca: 200 vittime della “tratta”

Solo due ragazze hanno accettato l’aiuto per uscire dal giro

Il dramma della prostituzione sulla Binasca, sono quasi 200 le vittime della tratta. Ma solo due accettano di seguire i percorsi di reinserimento sociale. Cala il numero di ragazze nigeriane, ma c’è un’impennata delle giovani dell’est Europa. I dati sono quelli forniti da Marzia Gotti, coordinatrice dei servizi di prossimità territoriale e responsabile dell’attività culturale della Lule, una delle associazioni da sempre in prima fila contro l’incubo della tratta. «Nei primi sei mesi del 2018 sono state esattamente 97 le ragazze che abbiamo contattato lungo la provinciale Binasca, nella quale sono ricompresi i Comuni di Melegnano, Carpiano, Siziano, Landriano, Lacchiarella e Pieve Emanuele - ha chiarito la responsabile dell’associazione -. Si tratta di giovani tra i 20 e i 30 anni in arrivo da Albania (41 casi), Nigeria (28), Romania (16), est Europa (6), Sudamerica (5) e Italia (una)». 

. «L’anno scorso due ragazze hanno accettato di seguire percorsi protetti di reinserimento sociale, attraverso i quali sarebbe possibile conseguire dapprima il permesso di soggiorno e quindi quello di lavoro - spiega Marzia Gotti, la responsabile dell’associazione -. Le difficoltà derivano in massima parte dalle condizioni di vulnerabilità da cui provengono e nelle quali si trovano, che sono legate ai rapporti di dipendenza creatisi all’interno dell’organizzazione criminale». L’associazione è nata proprio per sostenere queste ragazze e aiutarle in un percorso che non è per niente facile: «La nostra associazione, che è presente da anni sul territorio, svolge un’attività di assistenza sanitaria, informazione in tema di legalità e promozione di percorsi di autonomia - conclude la responsabile della Lule -. Il tutto in stretta sinergia con le stesse amministrazioni locali, con le quali periodicamente organizziamo iniziative ad hoc per sensibilizzare su un’emergenza tanto presente sul territorio».
L’impegno dell’associazione è di fare in modo che sempre più ragazze trovino la forza di ribellarsi, come recentemente è avvenuto a Lodi, dove una prostituta minorenne ha denunciato la sua aguzzina, permettendo alle forze dell’ordine di individuarla e arrestarla.


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