È un rilevatore: risolto il “giallo” dell’autovelox sulla provinciale
La telecamera sul cavalcavia di Pieve in zona Bennet

È un rilevatore: risolto il “giallo” dell’autovelox sulla provinciale

La telecamera sulla 235 a Pieve Fissiraga aveva creato un certo allarme fra i pendolari

Due telecamere sono spuntate sulla provinciale 235, una delle arterie più trafficate del Lodigiano. La via di collegamento tra il Pavese e il capoluogo di provincia, ma anche direttrice per il casello dell’Autosole. Immortalate da un utente della strada e poi diffuse attraverso i social, con un “avviso ai naviganti”. Con il tipico linguaggio di questi mezzi di comunicazione: fate attenzione perché c’è «un autovelox installato sul cavalcavia del Bennet di Pieve Fissiraga, non segnalato» e «il limite di velocità è di 50 chilometri orari, attenzione, fate girare». E la catena degli utenti dei social, in questo caso Facebook, che ha iniziato ad allungarsi.

La “psicosi autovelox” si è diffusa sostenuta dal fermo immagine con le due telecamere, installate su due pali, ai bordi del viadotto della 235 che passa sopra l’autostrada che ha iniziato a diffondersi anche fuori da Facebook, circolando, con vita propria, sui sistemi di messaggistica istantanea, come WhatsApp.

Il traffico sulla 235 e il viadotto

A svelare il mistero e a dare il giusto nome all’impianto sono stati il Comune di Pieve Fissiraga, che ha preso contatti anche con Anas, e la Provincia di Lodi, con il consigliere delegato Antonio Lucini. Proprio palazzo San Cristoforo, attraverso Lucini, spiega che non si tratta di un autovelox ma che le telecamere, come da regolare richiesta di autorizzazione agli atti in via Fanfulla, sono state posate dalla Società Autostrade per il controllo del traffico veicolare pesante sul viadotto.

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