Allarme cinghiali, caccia aperta agli agricoltori: è già polemica
Due cacciatori con un cinghiale appena abbattuto: la regione ora dà licenza di sparo anche agli agricoltori

Cinghiali: anche gli agricoltori hanno il permesso di sparare

Dopo l’ordinanza regionale esultano le associazioni di categoria, ma non tutti sono d’accordo

Regione Lombardia ha esteso agli agricoltori abilitati la possibilità di sparare ai cinghiali per tutto l’anno. Esultano le associazioni agricole, ma alcuni sindaci sono allarmati: «È la peggior cosa che si potesse fare, autorizzare gente ad andare in giro armata, senza esperienza» afferma il sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli.
Gli agricoltori potranno accedere al contenimento dopo l’accertamento di danni alle colture nei 6 mesi antecedenti la domanda d’autorizzazione, e dovranno essere abilitati alla caccia di selezione.

Il giudizio delle associazioni di categoria degli allevatori è molto positivo: «Bene la giunta regionale e l’assessore Fabio Rolfi per avere reso effettivo un provvedimento da tempo richiesto - dice il presidente di Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli -. I danni economici causati da questi animali al settore primario spesso ricadono sulla collettività». Sulla stessa lunghezza d’onda Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

La nuova norma piace anche al Pd, ma non del tutto: «Anche noi avevamo sostenuto questa tesi – afferma Patrizia Baffi, consigliere regionale Dem -. Siamo però ancora in attesa della zonizzazione del territorio e quindi della modalità di gestione».

Qualche sindaco però è allarmato, il primo cittadino di San Fiorano Mario Ghidelli, che è anche selecontrollore, commenta: «Ci saranno agricoltori che per tanti anni hanno fatto la semplice caccia alla selvaggina stanziale, alla lepre o al fagiano, che potranno sparare a un cinghiale, ma è una cosa completamente diversa».

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