Pendolari, odissea quotidiana tra parcheggi, biglietti e ritardi
L’

L’odissea quotidiana dei pendolari tra parcheggi, biglietti e ritardi

Con i posti auto a peso d’oro, una sola biglietteria e l’edicola chiusa i problemi non mancano

Il lavoro di un pendolare non comincia quando si timbra il cartellino ma inizia quando si esce di casa per affrontare l’odissea del viaggio in treno alla volta di Milano. Per chi arriva in stazione a Lodi in macchina, il primo problema è quello del parcheggio: per trovare uno stallo a strisce bianche, gratuito, bisogna arrivare all’alba. Va meglio a chi arriva in bicicletta, anche se i ciclisti sono costretti a legare il mezzo un po’ dove capita, sfruttando pali e cartelli: le rastrelliere sono insufficienti, e in ogni caso nessuno prova nemmeno a cercare uno spazio coperto.

Si entra di corsa, magari sperando che il solito treno abbia il solito ritardo per riuscire ad agganciarlo al volo. Quando, finalmente, si approda sui binari con il biglietto in mano, bisogna fare i conti con la situazione dei treni.

Se non piove troppo forte o non fa troppo caldo, se non nevica e non è successo qualche imprevisto lungo la linea, se non si è rotto un treno e non è un venerdì di sciopero, i ritardi sono tutto sommato contenuti: si rimane nell’ordine dei cinque, dieci o quindici minuti. Poi comincia il viaggio....

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.