Un principio fondamentale per far nascere il governo

di Stefano De Martis

Qualunque governo vedrà la luce secondo le regole della Costituzione, e in particolare con la fiducia di entrambe le Camere, sarà un governo legittimo ed espressione della volontà degli elettori. Perché tale volontà non esiste in astratto e nemmeno nei dibattiti televisivi o sui social network: è il Parlamento, eletto liberamente dai cittadini italiani, che la esprime.

Questo è un principio fondamentale della nostra democrazia e non è inutile ricordarlo a fronte della tendenza ricorrente negli ultimi anni, e riemersa con forza nel faticoso confronto di queste settimane, a utilizzare l’argomento della legittimità/illegittimità come arma dialettica.

Un conto è il giudizio politico, che può essere anche durissimo, un conto è la delegittimazione degli avversari e delle intese che non si condividono, in nome di una “volontà degli elettori” di cui si pretende di avere l’interpretazione esclusiva.

Ogni governo è un governo parlamentare perché espressione di una maggioranza coerente nei due rami del Parlamento. Nel lessico politico corrente si usano varie formule per descrivere le caratteristiche specifiche di un determinato esecutivo: governo politico, governo tecnico, governo del Presidente e avanti con i governi di scopo, di tregua, istituzionali…Ma al di là della fantasia creativa dei giornalisti e dei giuristi, ogni governo è sempre un governo parlamentare, perché “deve avere la fiducia delle due Camere” (art. 94 della Costituzione) e dopo la sua formazione (è il Capo dello Stato che nomina il presidente del Consiglio e i ministri, secondo l’art. 92 della Carta) entro dieci giorni deve presentarsi in Parlamento per ottenerla. Le consultazioni del Presidente della Repubblica – lo ha ribadito lo stesso Sergio Mattarella dopo la prima tornata di incontri, in un breve discorso su cui vale la pena tornare – hanno proprio “lo scopo di individuare, di fare emergere, in base agli articoli 92 e 94 della nostra Costituzione, una composizione di un governo che abbia il sostegno della maggioranza del Parlamento”.

Gli italiani che si sono recati alle urne il 4 marzo (e per la verità anche quelli che sono rimasti a casa) hanno mandato segnali molto rilevanti. Ma se la “volontà degli elettori” fosse stata realmente univoca avremo avuto un nuovo governo nel giro di pochi giorni. Invece le elezioni, per citare ancora il Capo dello Stato “hanno visto un ampio aumento di consenso per due partiti – uno dei quali alleato con altri – ma non hanno assegnato a nessuna parte politica la maggioranza dei seggi in Parlamento, né alla Camera né al Senato, dove sono presenti tre schieramenti politici”. Di qui la necessità – “secondo le regole della nostra democrazia”, ha sottolineato Mattarella – di cercare “intese tra più parti politiche per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento”. Il governo che avrà alla base questa maggioranza, quale esso sia, sarà un governo pienamente legittimo e fondato sul risultato delle elezioni, così come tale risultato si è tradotto in seggi alla Camera e al Senato. Speriamo che sia anche in grado di agire nell’interesse generale del Paese.

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