Aggressioni e insulti in pronto soccorso
Pronto soccorso, sos, medici e infermieri in prima linea a fronteggiare anche insulti e aggressioni: “Per noi sono tutti pazienti da trattare con professionalità”

Aggressioni e insulti in pronto soccorso

Medici e infermieri in prima linea ad affrontare anche minacce e violenze

Lodi

Minacce e aggressioni in pronto soccorso, a Lodi e Codogno, il «Cittadino» ha raccolto per voi alcune storie che fanno pensare. Il servizio di emergenza urgenza, infatti, è il primo punto di contatto con i malati.Ansie e paure di chi si trova ad aspettare il suo turno, non sa come funziona il sistema delle priorità ed è preoccupato per la propria salute, a volte degenerano in insulti ed eventi violenti.

I casi sono diversi, c’è quello della notte di capodanno, a cavallo tra il 2012 e il 2013, quando un paziente ha lanciato un estintore contro il computer e l’equipe del triage perché era stanco di aspettare, ma anche quello più recente del papà che per convincere l’infermiera a ricoverare la bambina, anche se la pediatra aveva detto che non serviva, ha messo le mani nella tasca del giubbotto e ha incominciato a far tintinnare un oggetto metallico che sembrava una pistola. La paura è andata alle stelle.

Una volta uno ha messo 100 euro sul bancone del triage e ha detto con tono sprezzante:«Scommetto che con questi mi faresti passare prima». Quando c’era il posto di polizia in pronto soccorso, dicono alcuni operatori, si stava più tranquilli. «L’importante - annota il primario Stefano Paglia - è non perdere la pazienza. Per noi qualsiasi persona è sempre un paziente, anche quando insulta, minaccia o aggredisce. Se è sotto l’effetto di sostanze o è un malato psichiatrico che agisce malamente non c’è dubbio che ci si trovi di fronte a un agito di tipo sanitario, ma anche quando non si tratta di un caso patologico, un professionista non deve litigare mai con un paziente».

Anche gli insulti sui social danno fastidio agli operatori, anche perché non si può nemmeno replicare. «I nostri operatori - commenta il capodipartimento dell’emergenza urgenza Enrico Storti - frequentano dei corsi per imparare a gestire le situazioni di conflitto. Importanti sono anche i colloqui, il tempo dedicato ai parenti dei malati».

Qual è la vostra esperienza in Pronto soccorso? Anche a voi è capitato di perdere la pazienza? Secondo voi servirebbe un posto di polizia in ospedale? Le guardie giurate sono sufficienti? Diteci cose ne pensate.

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