Due milioni per il sociale, crescono i fondi per i minori
La coordinatrice dell’Ufficio di Piano Donatella Barberis: «Tra ottobre 2016 e giugno 2017 sono arrivate dalle scuole 673 richieste di aiuto» afferma a margine dell’incontro di Lodi

Arrivano due milioni per il sociale: crescono i fondi per i minori

Ufficio di piano e Comuni dividono le risorse

Cristina Vercellone

Spese sociali, due milioni per il Lodigiano. Oltre 730mila euro per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e oltre 185mila per la prevenzione del disagio nei minori. Questa settimana i sindaci si sono incontrati, in sala Granata, nell’assemblea di ambito distrettuale, presieduta dal sindaco Luca Marini, insieme all’Ufficio di piano coordinato dalla responsabile Donatella Barberis e all’Azienda consortile per i servizi alla persona presieduta da Giancarlo Cordoni. Il fondo nazionale politiche sociali, ammontante per il 2018, a 853mila e 655 euro, grazie ai fondi dei Comuni, degli altri enti e della partecipazione ai bandi ad hoc, da parte dell’ufficio di piano, è diventato di 2milioni.

«Tra ottobre 2016 e giugno 2017 - ha spiegato Barberis - sono arrivate dalle scuole 673 richieste di aiuto: di queste, 337 dalle scuole elementari, 135 dalle medie, 138 dalle superiori e 63 dalla materna. Abbiamo offerto accompagnamento nelle situazioni di fragilità e rischio, lavorando con le insegnanti, le famiglie e gli alunni. Lo specifico di tale intervento consiste proprio nel sostenere le competenze della scuola nell’intercettare le situazioni di disagio perché, trattate in modo integrato e tempestivo non sfocino in situazioni di pregiudizio e grave incuria. Interventi mirati sono stati realizzati in alcune classi in cui si sono manifestati episodi di violenza, emarginazione e bullismo, al fine di trattenere e contenere le forme di disagio e sofferenza e potenziare le risorse delle famiglie».

La prevalenza rimane quella inerente la difficoltà relazionale e comportamentale (aggressività, oppositività, inadeguatezza relazionale, ndr) frutto di disagi complessi tra cui la fragilità genitoriale (53,33 per cento, ndr) a fronte di un numero più limitato di casi di disagio connesso a sospetto ritardo non trattati (21 per cento, ndr) a cui seguono i casi di rischio dispersione (13,45, ndr), i casi in cui la fragilità relazionale si somma a una condizione di ritardo (11,55, ndr) e infime un limitato numero di stranieri con difficoltà di integrazione (0,66, ndr).

Nell’anno 2016-2017, inoltre sono state attivate 25 sospensioni educative a 5 femmine e 20 maschi, da uno a 26 giorni, provenienti in 9 casi dalla scuola media e in 16 da quella superiore. In quest’ultimo anno scolastico, inoltre, sono stati riorientati 28 alunni delle superiori, mentre lo scorso dicembre sono stati segnalati 70 alunni a rischio di dispersione.

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