«Troppe spese, il Museo della Stampa è in pericolo»
Uno scorcio del’interno del Museo della Stampa e della stampa d’arte di Lodi, a rischio chiusura per i costi troppo elevati che deve sostenere

Spese troppo alte, Museo della stampa a rischio chiusura

Il presidente Tino Gipponi: «I costi come quello dell’Imu sono insormontabili»

Il Museo della Stampa e Stampa d’Arte Andrea Schiavi potrebbe essere al capolinea. Troppe le spese da sostenere, a pesare come un macigno è soprattutto l’Imu, che richiede circa 7mila euro all’anno. Eppure, anche nel 2017, questo gioiello che non tutti i lodigiani conoscono si è confermato «un’importante e non effimera realtà culturale nel panorama cittadino, anche se tanti non se ne accorgono», così come sottolinea il suo presidente Tino Gipponi.

«Oggi il museo sopravvive per la generosità dei collaboratori volontari, guide e tecnici, ma le difficoltà dei costi di gestione, Imu in primis, continuano a essere sempre più soffocanti, al punto di considerare l’attività del museo, dopo dieci anni, al capolinea», sottolinea lo scrittore e critico d’arte.

Gipponi non avrebbe mai voluto arrivare a questo punto, «il museo coinvolge le scuole, tolta qualche eccezione nel Lodigiano non rispondono realtà importanti come Sant’Angelo, Codogno, Casale, mentre gli studenti arrivano persino dall’Appennino tosco-emiliano».

Numerose le proposte di qualità messe in campo: conferenze con relatori di respiro extra lodigiano, mostre, visite guidate, laboratori didattici e workshop. Senza contare il recente investimento per rendere questa realtà interattiva. Chi arriva in via della Costa può scoprire come la nasce la carta e aggirandosi tra i macchinari d’epoca perfettamente funzionanti può imparare tutti i segreti della stampa. Un mondo che suscita spesso l’incredulità dei visitatori e persino dei competenti del settore. Il museo ospita una delle più importanti raccolte di macchine per la stampa in Europa: dalle antiche cassettiere in legno, complete di caratteri in piombo e legno, ai torchi e alle presse in ghisa dell’Ottocento, fino al prezioso esemplare “Columbian”, in ghisa e acciaio, costruito a Londra nel 1859, unico esemplare presente in Italia.

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