Muore dopo oltre un mese il 63enne travolto dall’auto
Erminio Manzetto aveva 63 anni

Muore dopo oltre un mese il 63enne di Bertonico travolto dall’auto

Manzetto è spirato venerdì, l’incidente a Castelleone

Sara Gambarini

Travolto da un’auto a Castelleone: 63enne di Bertonico muore dopo oltre un mese. Erminio Manzetto è spirato venerdì, all’ospedale Maggiore di Lodi. Lo scorso 4 gennaio si era recato a Castelleone per alcune compere insieme alla moglie e alla nipotina, ma, sceso dalla proprio auto regolarmente parcheggiata, era stato improvvisamente investito a bordo strada da una vettura, guidata da una 28enne di Soresina, e dunque sbalzato diversi metri più in là. Le sue condizioni erano apparse subito gravi, così l’uomo era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Crema. Poi il trasferimento a Lodi. I funerali non sono ancora stati fissati: la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

A Bertonico la scomparsa di Erminio ha commosso la comunità di cui era parte attiva nei piccoli gesti quotidiani. Erminio, originario di Turano Lodigiano, per lunghi anni era stato impiegato alla Galbani, nel Milanese, in seguito dipendente della Mta di Codogno. Pochi anni fa poi la meritata pensione, dunque più tempo da trascorrere con e per la propria famiglia: in particolare sua moglie Anna Maria, i figli Alessandro e Riccardo con le rispettive consorti e le adorate nipotine. Beatrice, figlia di Alessandro, che con nonno Erminio ha condiviso moltissime giornate compreso il tragico 4 gennaio, e la piccolissima Giorgia, tre mesi soltanto, figlia di Riccardo.

A trattenere lacrime e rabbia, tratteggiando il ricordo di Erminio è suo figlio Riccardo che racconta: «Papà era una persona sempre disponibile, anche nelle piccole cose, come andare in discarica, prendere il pane, prendersi cura di Beatrice e infatti mi fa soffrire pensare che mia figlia Giorgia, nata a novembre, non abbia avuto la possibilità di vivere del tempo con lui; papà frequentava la comunità, partecipava alla Messa domenicale, alle gite, amava camminare, girava in bicicletta – conclude -: in queste settimane ci sono stati momenti in cui abbiamo sperato, poi negli ultimi giorni la situazione si era aggravata e il suo corpo non ce l’ha fatta».

In attesa dell’ultimo saluto ad Erminio in tanti però hanno già voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia Manzetto, condividendo il ricordo di una presenza quotidiana e semplice, e proprio per questo straordinaria, come quella di Erminio.

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