Mille imprese a “fine corsa”: troppe tasse e burocrazia

Aziende a “fine corsa” per tasse e burocrazia: nel 2017 sono mille

Le difficoltà delle nostre imprese certificate dai dati di Infocamere

Aziende lodigiane, l’emoraggia rallenta ma non si arresta. Sono infatti un migliaio le imprese arrivate a “fine corsa” nel 2017, circa 200 in meno dell’anno prima ma pur sempre una cifra consistente. Il calo più grave si registra, ancora una volta, nel settore del commercio (sia al dettaglio che all’ingrosso), che perde 256 attività. Al secondo posto per numero di perdite ci sono le costruzioni, con 213 ditte chiuse. L’agricoltura ne conta 49 in meno, ristorazione e alloggi 73. È il bilancio stilato da InfoCamere e pubblicato sull’Annuario statistico provinciale. Rispetto al 2016, la situazione è migliorata, un anno fa, infatti, le cessazioni toccavano quota 1244, 244 in più, mentre nel 2015 erano 1280, nel 2014 ammontavano a 1151, nel 2013 arrivavano a 1402.

«Sul dato delle cancellazioni dovremmo ovviamente compiere un esame accurato, perché per molte di queste si tratta della conclusione fisiologica di carriere professionali portate fino alla pensione - commenta Vittorio Boselli, segretario generale di Confartigianato imprese -. Tuttavia, al netto di queste cessazioni che definirei naturali, dobbiamo registrare una fragilità legata a settori, come l’edilizia, che ancora non conoscono una ripresa significativa: sono ripartite le vendite immobiliari, questo è vero, ma riguardano edifici per lo più realizzati in passato e che da tempo attendevano compratori».

«Per il resto, continuano ad accentuare la fragilità di molte imprese, sino a spezzarle, una serie di problemi annosi che siamo ancora lontani dall’aver risolto, in primo luogo una pressione fiscale ingiustificata e insopportabile, a cui peraltro non corrisponde un’adeguata qualità dei servizi della pubblica amministrazione. Per questo, in accordo con le altre associazioni, sul terreno provinciale stiamo mantenendo alto il pressing sui Comuni rispetto al livello delle imposte locali, a cominciare da Tari e Imu, sulle quali siamo ancora lontani dall’aver raggiunto un’adeguata equità fiscale».

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