Lascia il leader “no gas”: «Provo grande amarezza»
Roberto Biagini per quasi sei anni è stato il volto e la voce di chi si opponeva al maxi impianto di stoccaggio

Lascia il leader “no gas”: «Provo grande amarezza»

Biagini ha guidato la battaglia contro lo stoccaggio

Rossella Mungiello

È stato il volto e la voce dei “no gas” lodigiani. Per quasi sei anni e in oltre un centinaio di eventi per dire “no” all’impianto di stoccaggio gas di Cornegliano Laudense. Assemblee pubbliche, manifestazioni e presidi, alla Muzza di Cornegliano come nel capoluogo, conferenze stampa, eventi addirittura nel campo dell’arte: con l’intento di usare ogni forma e mezzo - sempre lecito e nell’ottica della dialettica - per dire che no, il super impianto oggi in fase avanzata di costruzione, non era bene accetto sul territorio. Almeno fino a ieri, quando Roberto Biagini - fondatore e guida del Comitato Ambiente e Salute nel Lodigiano - ha detto “basta”. Si è dimesso e ha detto addio al Comitato a cui ha dato anima e corpo fin dalla fondazione nel 2012, quando - a concessione già rilasciata dal ministero dello Sviluppo Economico - hanno iniziato a circolare le prime notizie sul futuro impianto di stoccaggio da 2,2 miliardi di metri cubi da realizzare nell’ex giacimento Eni di Cornegliano.

Notizie che hanno fatto partire un lavoro di approfondimento, di studio, di coinvolgimento del territorio e di esperti del campo, di contatto con altri comitati; un lavoro diventato - in molti momenti - anche lotta dialettica intensa. «Sono francamente molto amareggiato - commenta Biagini - e le motivazioni preferirei portarle pubblicamente nel corso di un’ultima assemblea in cui parleremo anche di stoccaggio, il prossimo 16 febbraio alle 21, in aula consiliare a Cornegliano». Quell’assemblea, organizzata dalla lista civica “Nuova Laudense”, guidata da Mario Giavardi, sarà il momento per fare il punto su altri temi - come la viabilità e l’alternanza scuola/lavoro, insieme ad alcuni delegati usb del pubblico impiego - , ma in quella sede Biagini parlerà anche dei motivi dell’addio.

«Penso di aver fatto molto, insieme a tante persone che hanno partecipato, in questi anni, perché per esempio le nuove linee guide ministeriali su sismicità indotta e deformazione del suolo, nascono anche da un nostro lavoro di approfondimento sugli stessi temi - racconta Biagini - : non abbiamo mai detto sciocchezze, ma sicuramente mi aspettavo più partecipazione dalla cittadinanza su temi che riguardano la vita di tutti noi». In alcune occasioni chiave, come il dibattito pubblico organizzato nel capoluogo, nell’aula magna del liceo Verri, o quello di scena nella sala dei Comuni della Provincia di Lodi, il pubblico non è mancato - le sale erano gremite - , «ma il messaggio non può diventare Biagini-contro tutti: la società fa il proprio interesse, porta avanti un investimento economico, ma sono amareggiato perché chi doveva tutelare gli interessi del territorio e dei cittadini si è sottratto al proprio ruolo. E allora non mi restano che le dimissioni, anche se temo che con esse, morirà anche il Comitato»

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