Partenza a sorpresa per i cantieri del nuovo quartier generale dell’Eni
Una ricostruzione al computer della futura sede dell’Eni

Partenza a sorpresa per i cantieri del nuovo quartier generale dell’Eni

Da una settimana è iniziato il viavai di camion: l’intervento cambierà il volto del comparto De Gasperi Est di San Donato

San Donato

Decollo a sorpresa per il maxi cantiere che cambierà il volto del comparto De Gasperi Est con la realizzazione del Sesto Palazzo Uffici Eni: ormai da una settimana è cominciato il viavai di mezzi. Dagli edifici più alti che circondano l’area dove sorgerà il nuovo centro direzionale si inizia a vedere l’attrezzatura per dare avvio ai lavori. Del resto nei giorni scorsi il sindaco Andrea Checchi ha dichiarato che con la fine del 2017 si è chiusa la trafila burocratica tra il colosso Salini Impregilo e il Comune e che pertanto spetta al costruttore a questo punto stabilire la tempistica con cui dare seguito al progetto che è uscito dallo studio statunitense Morphosis.

Ma a questo punto arriva conferma che il conto alla rovescia dei 30 mesi – termine entro il quale dovrebbero concludersi gli interventi – di fatto sta per iniziare. Della novità se ne sono resi conto i colletti bianchi che dalle finestre dei loro uffici assistono all’andirivieni di camion diretti all’area in attesa di sviluppo e al tempo stesso anche i cittadini di Metanopoli hanno iniziato ad osservare incuriositi le novità che preannunciano l’avvio della fase operativa.

Al via i lavori per il sesto palazzo Eni

Proprio a fronte di questa svolta nei prossimi giorni il sindaco chiederà all’operatore privato di organizzare in collaborazione con il Comune un evento pubblico per la posa della prima pietra. Gli aspetti salienti dell’innovativo piano sono ben illustrati anche in un video che circola da qualche mese in rete dove l’accento è stato posto sulle caratteristiche di elevata qualità degli impianti, nonché sui palazzi che compongono la cittadella dove si insedierà il Cane a sei zampe siglando un contratto di locazione a lungo termine con la proprietà. L’area negli anni scorsi è già stata al centro di una serie di interventi preliminari che hanno riguardato anche la demolizione dei vecchi laboratori, a cui si sono aggiunti altri passaggi con i quali è stata fatta “tabula rasa” in vista del nuovo prestigioso investimento. Dopodiché è arrivata la pausa di alcuni anni in cui Eni ha cercato un investitore a cui cedere l’operazione. Fino alla notizia ufficiale – diramata quest’estate - che Salini Impregilo ha preso le redini dell’investimento. In pochi mesi si sono completati gli ultimi passaggi burocratici. E a questo punto è certo che il 2018 sarà l’anno decisivo in cui prenderà quota il piano che era stata al centro di una gara di progettazione su base internazionale.

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