Tra passato e futuro, la storica Fiera si rinnova
Secondo giorno baciato dal sole per la Fiera di Codogno

Codogno: folla e decine di eventi per la seconda giornata della fiera

Perno dell’appuntamento lo spettacolo equestre e le gare dei giovani allevatori e degli studenti alle prese con i bovini

(ore 16) Folla anche al secondo giorno della Fiera di Codogno. Lo spettacolo equestre e le gare dei giovani allevatori e degli studenti alle prese con i bovini sono state il perno della giornata, intorno a cui hanno ruotato decine di eventi: convegni di approfondimento, iniziative culturali, sportive e le attese bancarelle della fiera con le curiosità del momento. Immancabile per lodigiani e “forestieri”, la tappa in fiera a Codogno. Nel solco della tradizione, addentando un panino con la salamella o gustando le caldarroste. In una giornata baciata dal sole.

(ore 9) Le radici ben piantate nella tradizione, lo sguardo rivolto al futuro. La 227esima edizione della Fiera Agricola di Codogno si è aperta ufficialmente ieri mattina con la cerimonia d’inaugurazione nella sala Vezzulli. E fin dall’apertura si è voluto dare un tono diverso alla manifestazione, con una scenografia rinnovata e modernizzata, con i discorsi delle autorità alternate al momento spettacolare dello svelamento della scultura-mascotte della Fiera, un’installazione di quasi due metri ispirata all’uomo con il tabarro protagonista della storica locandina della Fiera realizzata 50 anni fa da Giuseppe Novello, da quest’anno diventata marchio registrato di Fiera di Codogno. Buona l’affluenza di pubblico, in una giornata tradizionalmente dedicata agli espositori e agli operatori del settore.

Proprio lo svelamento della scultura è stato il momento più emozionante dell’inaugurazione, con un gioco di luci e un filmato evocativo proiettato su maxi-schermo, e lo scenografico ingresso di un uomo col tabarro in carne e ossa in sala Vezzulli, tra le fila delle numerose autorità presenti. Dalla gabbia coperta con teli neri è stata scoperta l’installazione, realizzata alla maniera di Arcimboldo con un collage di pezzi e antichi attrezzi agricoli dall’artista lodigiano Pietro Bianchini, che ha spiegato ai presenti il significato dell’opera, in collaborazione con Stefano Massaro. È la novità più visibile dell’edizione 227 della Fiera. «La secolare tradizione della Fiera quest’anno è stata potenziata e valorizzata guardando al futuro - ha detto il sindaco Francesco Passerini -. Per tutti la Fiera ha un grande valore anche sentimentale, perché chiunque nella Bassa ha un ricordo legato alla sua infanzia in Fiera. È giusto conservare questo patrimonio e proiettarlo verso altre 227 edizioni future».

Moltissime le autorità presenti, moltissimi i sindaci, compreso quello di Lodi Sara Casanova. Tra gli altri hanno portato il loro saluto il prefetto di Lodi Patrizia Palmisani, il questore di Lodi Giovanni Di Teodoro, il consigliere regionale Pietro Foroni, che ha sottolineato «l’importanza anche turistica di manifestazioni come questa e l’opportunità che il Lodigiano deve cogliere di coordinare tutte le iniziative territoriali in un unico palinsesto», il deputato Guido Guidesi, che ha ringraziato i volontari e posto l’accento «sulla possibilità che la Fiera di Codogno viva tutto l’anno, conciliando sempre la tutela delle tradizioni e l’innovazione».

Ancora sono intervenuti il consigliere delegato Matteo Zambelloni, il direttore tecnico della Fiera Giovanni Ferri, il direttore Aral, partner per il concorso della Frisona, Massimo Battaglia, Claudio Uggetti per il Banco Bpm, Gianluigi Bricchi, presidente di Ascom Confcommercio, per la Camera di commercio metropolitana, Gianfranco Concordati in rappresentanza della Provincia di Lodi e il consigliere regionale Claudio Pedrazzini. Sentite le parole di monsignor Maurizio Malvestiti, che poi ha impartito la benedizione ai presenti: «La Fiera ricorda l’alleanza tra la terra e l’uomo, e la preghiera sostiene quell’ispirazione etica che è necessaria per mantenere l’equilibrio tra la terra e l’uomo». In conclusione, i bambini delle scuole elementari di Codogno, accolti dall’assessore alla Cultura Maria Rapelli, hanno dato il nome alla mascotte, ”Pepu”, con una gioiosa presenza in mezzo alle autorità. A fine cerimonia si è tenuta la tradizionale consegna dei premi e delle borse di studio. Il premio Pino Vezzulli è stato consegnato da Enrica Vezzulli a Primo Betti di Retegno, presente in Fiera anche come giudice Anafi del concorso Frisona, per aver svolto la carriera professionale seguendo «i valori di onestà, dedizione e impegno» che ancora oggi trasmette ai giovani.

Andrea Bagatta

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