Medico lodigiano indagato per truffa ai danni dello Stato e peculato

Medico lodigiano indagato per truffa ai danni dello Stato e peculato

In dieci anni rilascia 14mila certificati di idoneità sportiva agonistica emettendo solo 700 fatture. È accusato di aver evaso al fisco 700mila euro, il 64enne S.G. di Codogno, ex primario di cardiologia nonché medico sportivo dell’Asl di Casale oggi in pensione, denunciato dalla Guardia di finanza di Lodi per peculato e truffa aggravata. La tenenza di Casale nei giorni scorsi ha notificato al medico un’ordinanza emessa dal Gip presso il tribunale di Lodi con cui sono stati sottoposti a sequestro 136.546 euro reperiti sui suoi conti correnti: la cifra corrisponde al denaro illecitamente trattenuto dal medico dal 2005 al 2015, quando secondo le indagini delle Fiamme gialle avrebbe fatturato solo 700 dei 14mila certificati di idoneità sportiva agonistica rilasciati ad altrettanti atleti delle società sportive dilettantistiche del Lodigiano e Piacentino, per le quali S.G. era diventato un punto di riferimento. Di questi 14mila certificati, all’incirca 8mila sarebbero stati emessi da S.G. nella veste di medico sportivo in regime di intramoenia allargata (modalità che consente ai medici degli ospedali di erogare le prestazioni al di fuori del normale orario di lavoro utilizzando le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del versamento all’ente ospedaliero di una quota del compenso ricevuto) presso l’Asl di Casale, omettendo il rilascio della prescritta ricevuta fiscale ed evitando così di corrispondere all’ex Asl lodigiana la quota di spettanza pubblica, pari al 27,63 per cento del compenso ricevuto dal medico. Nel decennio 2005-2015, S.G. avrebbe quindi rilasciato certificazioni mediche sportive senza emettere i prescritti documenti fiscali per quasi 500mila euro, evadendo le relative imposte dirette e trattenendo indebitamente la quota spettante all’Ente sanitario. L’operazione di polizia giudiziaria prende le mosse da un’attività di verifica fiscale avviata nel 2015 che ha fatto emergere importanti anomalie documentali relative alle visite mediche effettuate dal medico in regime di convenzione con la struttura sanitaria pubblica (ex Asl oggi Ats). Informata dei fatti, la procura della Repubblica di Lodi ha quindi avviato le indagini volte ad appurare le irregolarità e il relativo “danno” economico a svantaggio dell’ex Asl lodigiana. Gli accertamenti bancari hanno confermato le ipotesi di peculato e truffa ai danni dello Stato e accertato circa 700mila euro sottratti a tassazione. Il professionista fatturava in pratica meno del 10 per cento delle prestazioni svolte. Oltre alla denuncia a piede libero e al sequestro del denaro, S.G. è stato segnalato alla procura generale presso la Corte dei Conti di Milano per la valutazione delle responsabilità da danno erariale.

Laura Gozzini

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