Sei proposte al sindaco della città di Lodi

Mauro Soldati, presidente della Provincia di Lodi

Egregio direttore,i primi 100 giorni di ogni nuovo governo o amministrazione sono spesso sufficienti per tracciare un primo bilancio: non sono abbastanza per progetti strutturali e a lungo termine, ma sono sufficienti per dare un’idea di quale direzione prenderà l’amministrazione negli anni successivi. In attesa che quindi si concluda il tempo usualmente concesso per prendere contatto e impostare la macchina amministrativa, credo possa essere positivo fornire alcuni spunti di confronto per quanto riguarda il rapporto tra la Provincia e il Capoluogo, cosicché da fornire al nuovo Sindaco alcuni elementi che potrà o meno inserire all’interno dell’attività del Comune. Nella consapevolezza che esistono grandi temi che legano indissolubilmente il ruolo della Provincia a quello del Capoluogo (innanzitutto Università e Parco Tecnologico Padano, ma anche le scuole superiori: Verri e Einaudi), ve ne sono altri di immediata riflessione che possono altresì trasformare le criticità in opportunità.Il primo riguarda gli spazi per esposizioni d’arte a Lodi. Com’è noto la chiesa di San Cristoforo è ritornata nella disponibilità della Diocesi, mentre lo spazio espositivo “Bipielle Arte” presenta un fitto calendario di appuntamenti da rendere indisponibili i locali per molto tempo. Accanto ad altri spazi “minori” rimane quindi la sola Chiesa dell’Angelo. Presso la Provincia, a seguito della riorganizzazione di competenze e riduzione del personale, nello specifico dell’ex Convento di San Domenico, vi sono locali, tra cui spicca la bellissima Sala delle Colonne, che potrebbero contribuire ad assolvere una significativa funzione culturale. Il pregevole allestimento di quelle sale (sarebbe davvero un peccato dismetterlo), che dal 15 al 24 settembre ospitano la mostra “Nodi dell’Anima”, offre l’opportunità di mantenere per quei luoghi una destinazione espositiva, anziché trasformarli in area archivio, come previsto al termine della mostra. La bellezza dei locali, infatti, è stata rivitalizzata da installazioni che possono ospitare ogni tipo di evento espositivo. Se al Comune interessa dotare la città di tale opportunità, la Provincia è disponibile a ragionarci su per quanto riguarda i modi e i tempi di utilizzo.Il secondo, sempre in chiave culturale, è costituito dalla funzione di Caposistema del Sistema Bibliotecario Lodigiano. In Lombardia, ormai, la Provincia di Lodi forse è rimasta l’unica Provincia ad esserlo. Tale ruolo potrebbe invece essere assolto, come altrove, dal Comune Capoluogo.Il terzo riguarda gli spazi per le associazioni. Per Legge, il Comune Capoluogo deve mettere a disposizione i locali necessari all’attività dei Centri per L’Impiego, oggi ubicati in via Gorini. La Provincia potrebbe non richiederli più, trasferendo tale servizio presso la sede centrale, lasciando quindi liberi dei locali che potrebbero essere resi disponibili per le associazioni di Lodi (penso, solo pe citare un fatto recente, l’appello lanciato da “Italia Nostra”). Sono necessari alcuni interventi di adeguamento strutturale presso la sede , ma anche su questo la Provincia è disponibile a ragionarci su.Il quarto riguarda la Foresta di Pianura. Pensata con Regione Lombardia allo scopo di trasformare grandi aree a ridosso di centri abitati in grandi foreste, per evitare la scomparsa delle aree boschive di pianura e della conseguente biodiversità, oltre che per contrastare l’inquinamento, non ha assolutamente perso la propria funzione ambientale, anzi. Quel che è venuto mancare è la possibilità, considerando che comunque non stiamo parlando di un parco cittadino ma appunto di una Foresta, di poter sviluppare percorsi didattici e migliorarne l’accessibilità. Non ho timore nel dire che attualmente la Provincia non può recuperare tali aspetti, credo però che per il Comune possa essere interessante lavorare in tal senso, anche insieme, visto che oltre che territoriale, la Foresta è innanzitutto un patrimonio di Lodi.Il quinto riguarda gli strumenti per implementare il turismo nel Lodigiano. Seppur l’attuale amministrazione comunale non abbia risparmiato critiche verso la precedente giunta, per non aver intercettato turisti in occasione di Expo, il lavoro realizzato dal territorio per definire la nostra strategia attrattiva ha visto giocare un ruolo importante da parte della Provincia. Si potrebbe quindi dire che se ha fallito l’allora amministrazione comunale, allora anche l’amministrazione leghista alla guida della Provincia ha fallito; ma non è questo il punto. Il punto è come ci dotiamo di una nuova strategia promozionale e con quali strumenti, possibilmente unendo le forze: anche per quelle azioni minimali (che poi non lo sono dal punto vista tecnico e economico) come gli aggiornamenti dei siti promozionali. La Provincia è disponibile nel metterli in gioco, sia dal punto di vista gestionale, sia organizzativo e credo che il Comune di Lodi possa fare molto in tale settore.Il sesto riguarda l’identità del territorio. Per quanto le sfide siano politiche, se non teniamo insieme con decisioni generali e condivise le amministrazioni locali del Lodigiano, non riusciremo a rilanciare alcun profilo identitario e orgoglioso delle nostre capacità. È un argomento che riguarda anche le parti economiche, (nonostante la rappresentazione positiva dell’accorpamento con Milano della Camera di Commercio) e sociali (nonostante le aggegazioni con altre province) che devono riconfermare con le istituzioni un comune senso di responsabilità verso il territorio. Una riflessione in tal senso non è una banalità, detta per prestare il fianco a qualche leone da social. Il Lodigiano è tale perché ha una storia importante e per rispetto e dovere la dobbiamo rilanciare, oggi più che mai, per evitare altresì di prestare il fianco a eventi non desiderati, come spesso accaduto negli ultimi anni. Nessuno può chiamarsi fuori. Se su Sogir e Azienda Consortile Servizi alla Persona vi sono dei dubbi, se ne cambi l’impostazione, ma si tengano insieme i Comuni anziché disunirli o aggregarli in base a simpatie politiche. Insomma, ci si confronti sui contenuti e non sui contenitori. Lunedì scorso 18 settembre è stata convocata l’Assemblea del Lodigiano. Luogo di incontro tra amministratori e cittadini. Occasione di confronto, dove bisogna passare dall’analisi alla proposta. Ricominciamo da lì.

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