Alimenti prima ritenuti sani, ma ora imputati

Nicola Salvagnin

Vorrebbe da sorridere o da scherzarci su, se non fosse che ogni volta che leggiamo i risultati di un’indagine di un’oscura università danese o del Michigan sulla dannosità o meno del burro (“uccide”; “no, contrordine: uccide – di indigestione – solo se ne mangiate un chilo per volta”), questa farà partire uno tsunami addosso al settore economico che gravita attorno a quel prodotto, provocandone le fortune ma anche la disgrazia. Con aziende chiuse e posti di lavoro che se ne vanno. Perché se un tempo queste notizie avevano un impatto assai relativo sull’opinione pubblica, negli ultimi anni sono diventate vangelo istantaneo per milioni di consumatori, preoccupati di perdersi l’ultimo cibo miracoloso o di evitare la dannosità di quello acquistato e mangiato fino a ieri. Sono sconquassi che, ad esempio, il mondo degli allevamenti conosce perfettamente. Da quando la carne è diventata la sèntina di tutti i mali, i consumi sono costantemente calati, ci si vanta di mangiarne il meno possibile e sono esplosi in Occidente fenomeni come il vegetarianesimo prima, il veganesimo poi.Negli ultimi tempi, sul banco degli imputati sono saliti lo zucchero (che era “pieno di vita” ed ora è l’origine di molti nostri malanni) e i farinacei, anzi: il glutine, il cugino diverso dello zucchero. Problemi che si hanno quando la pancia è piena; per secoli abbiamo fatto di tutto per procurarci un tozzo di pane, oggi ci accontentiamo delle briciole.Ma c’è poco da scherzare. Le stalle chiudono, i produttori di olio di palma sono additati come gli untori del XXI secolo, i caseifici sono diventati fabbricanti di colesterolo e trigliceridi. Questo perché l’uomo moderno sta trasformando il cibo in un farmaco. Non si chiede più se è buono, ma se fa bene. Nel nome della salubrità (concetto condivisibile, per carità) ci si tuffa su semi fino a ieri destinati ai canarini; si discute nelle cene di omega 3 e dei suoi effetti (dicono) miracolosi; si rimane perplessi: il pesce è un toccasana o è pieno di plastiche e mercurio? E il licopene nei pomodori? Pierino mangiali che vivi fino a 100 anni.Non si insegue più una pasta e fagioli fatta ad arte, ma in quanto i legumi sono ricchi di proteine vegetali, e la pasta… Beh, che sia poca ed integrale, sennò fate testamento.Ridiamoci su, sorseggiando un caffè che è la bevanda che da più tempo sale e scende dal banco degli imputati: è un veleno da schivare o un nettare da inseguire? In attesa di risolvere questo atroce dilemma, mettiamo la moka sul fuoco fidandoci dell’esperienza legata alla saggezza: è veleno se è cattivo; una medicina salvifica in certi lunedì mattina…

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