Le divise dei pompieri di Papa Francesco nascono a Codogno

Le divise dei pompieri di Papa Francesco nascono a Codogno

nLe divise dei pompieri del Vaticano realizzate dalle sarte del negozio “Logico e Sharon” di Codogno. Lina e Antonella Zamproni hanno ereditato l’intelligenza delle mani da mamma Riccarda, titolare insieme al marito della ex azienda di tendaggi “Zamproni” con sede a Casalpusterlengo che nel ’77, dopo il terremoto del Friuli, confezionò per prima le tende da inviare ai terremotati. In città le due sorelle hanno aperto il loro negozio nel 2004 portando avanti le commesse dei genitori e arricchendo il ventaglio delle creazioni agli abiti da cerimonia, oggi come oggi una fetta importante del marchio “Logico e Sharon”. Ma accanto ai vestiti tutti veli e chiffon che le signore osservano incollate alle vetrine, Lina e Antonella curano anche le divise di guardie boschive, Autostrade per l’Italia, oppure, come di recente, del personale Anas nelle taglie extralarge (la 64 per intenderci).

Proprio in questi giorni invece stanno cucendo le “borsine antifumo” – sull’ordine c’è scritto proprio così -, che indosseranno i vigili del fuoco in servizio al Vaticano. Da Papa Francesco. «Sono un centinaio, ci portano il tagliato e noi le cuciamo una a una – spiegano Lina e Antonella -. Devono essere consegnate di norma in tempi brevi, al massimo una settimana. Confezioniamo anche le loro divise, blu con i catarifrangenti di un giallo particolare, che hanno solo i vigili del fuoco del Vaticano. Sono capi nominali, ed è un lavoro sartoriale. Dei giubbotti per esempio ci arriva il tagliato con il davanti, il dietro e le maniche, e li cuciamo secondo le misure di ogni pompiere. Hanno mille tasche, taschine, il velcro, l’elastico dietro e le bombature ai gomiti, all’interno coscia e sulle ginocchia. Il nome di chi indosserà la divisa poi è nell’etichetta interna». Un lavoro di fino che richiede mani esperte e che le due sorelle riescono a soddisfare facendo tesoro degli insegnamenti della madre venuta a mancare un anno fa. «Pensavamo di non farcela ad andare avanti senza di lei – confessa Lina -. Poi invece abbiamo pensato che non potevamo buttare via tutto quello che ci ha insegnato». E così eccole qui, dietro la macchina da cucire e alle prese con sete e perline che decorano vestiti silhouette, oppure mentre si passano i tessuti ignifughi dei vigili del fuoco vaticani. Per queste due artigiane del taglio e cucito, che tengono anche corsi alle novelle sposine o alle giovani desiderose d’imparare almeno l’abc, le collaborazioni con importanti enti sono ormai il loro pane quotidiano. «Ci conoscono da una vita, sanno come lavoriamo e ci commissionano quei capi che richiedono un lavoro “con il metro al collo”» spiegano. O mani di fata: come per le stole Gucci finite un anno fa in passerella. In pochi lo sanno, ma anche quelle erano firmate “Logico e Sharon”.

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