Dieci ore in fila al pronto soccorso

Dieci ore in fila al pronto soccorso

Stefano Cornalba

Un’’odissea di dieci ore per un polso rotto, disavventura al Predabissi per una 71enne di Sordio. Il racconto della figlia: «Siamo entrati domenica alle 14.30, ma la mamma è stata visitata solo dopo mezzanotte». La difesa della direzione dell’ospedale di Vizzolo: «Giornata intensa, c’erano diverse urgenze». Il caso è quello di una 71enne residente a Sordio (G.B. le iniziali), che domenica pomeriggio è stata accompagnata dalla figlia Daniela Montoli al pronto soccorso del Predabissi. «La mamma era scivolata in casa: lamentava dolori al polso e alla gamba, non sembrava nulla di grave - racconta proprio Daniela -. Abbiamo in ogni caso deciso di accompagnarla al Predabissi, dove i medici l’avrebbero sottoposta ad ulteriori controlli. Siamo arrivati in ospedale alle 14.30, quando è iniziata una vera e propria odissea». Sempre secondo il racconto della figlia, la mamma è rimasta in sala d’attesa per quasi dieci ore. «All’inizio ci siamo sedute per attendere il nostro turno, che tuttavia non arrivava mai - sono ancora le sue parole -. E dire che non sembrava esserci una grande ressa: solo attorno alle 18.30 è arrivata un’urgenza, che ovviamente aveva la precedenza». Sta di fatto che il turno della 71enne di Sordio non arrivava mai. «Dopo aver atteso invano qualche ora, alcuni pazienti hanno lasciato l’ospedale rassegnati - continua Daniela -. Attorno alle 20, però, ho perso la pazienza: ho chiesto quindi conto della situazione all’infermiera di turno al pronto soccorso, dove nel frattempo era arrivata la vigilanza attiva al Predabissi». Ma l’odissea non aveva ancora visto la parola fine: «Solo a mezzanotte e un quarto, dopo quasi dieci ore di attesa, mia madre è stata finalmente visitata - sbotta la figlia della sordiese -. Oltre al danno, poi, è arrivata anche la beffa: la visita è durata solo cinque minuti. Dopo aver accertato la rottura del polso, i medici l’hanno rimandata a stamattina (ieri per chi legge ndr) per vedersi applicare la fasciatura rigida. E così in tarda mattinata siamo dovuti tornare nuovamente in ospedale». Interpellata nel pomeriggio sulla questione, scusandosi con la 71enne per l’attesa infinita, la direzione del Predabissi ha fatto il punto della situazione. «Quella di domenica è stata un giornata intensa, c’erano diverse urgenze che hanno avuto la precedenza rispetto alla signora di Sordio - fanno sapere dall’ospedale -. Ecco perché la sua permanenza al pronto soccorso si è protratta di più rispetto all’ordinario». Nei prossimi giorni, comunque, la questione sarà ulteriormente approfondita.

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