Raid a picconate, colpo numero 19 per il bar del benzinaio a Somaglia

Raid a picconate, colpo numero 19 per il bar del benzinaio a Somaglia

Laura Gozzini

Spaccano il muro a colpi di mazza e piccone, ma si trovano davanti il water e devono riaprirsi un altro varco per entrare a rubare. Non possono certo dirsi professionisti i quattro della banda che giovedì notte ha dato l’assalto alla stazione di servizio Tamoil di Somaglia: il diciannovesimo in diciotto anni di attività. Un record di cui farebbero volentieri a meno Fabio e Salvatore, titolari del bar e distributore di carburante affacciato sulla provinciale 126 dove giovedì notte le telecamere hanno ripreso quattro uomini incappucciati mentre squarciano il muro sul retro spesso una trentina di centimetri e poi, trovandosi il passaggio sbarrato dal water del bagno, si rimettono al lavoro e rompono di nuovo il muro un paio di metri più in là. «I locali sono tutti allarmati ma evidentemente i ladri non immaginavano che ci fosse l’allarme anche in ufficio e in bagno. Appena sono entrati è scattato l’antifurto e due minuti dopo sono arrivati sul posto la vigilanza privata e quindi i carabinieri – spiega Fabio Tussi -. Era mezzanotte, ma i ladri sono arrivati prima, verso le 11, direttamente dai campi qua dietro».

Sono rimasti i segni del loro passaggio sull’erba. «Dovendo scappare in fretta non hanno portato via niente, ma è il diciannovesimo colpo da quando abbiamo aperto nel ’99 – prosegue il benzinaio -. L’ultimo risale al 6 agosto, eravamo appena partiti per le ferie e avevamo svuotato il bar, le slot erano tutte aperte, si capiva che non c’era niente da rubare, eppure sono entrati lo stesso spaccando la vetrata d’ingresso. Alla fine hanno preso 200 euro di fondo cassa e due bottiglie di Aperol e Campari, ma il danno è stato di 5mila euro». Il problema delle continue intrusioni, oltre al furto in sé, sono proprio i danni collaterali. Perché se è vero che la stazione di servizio è coperta da assicurazione è altrettanto vero che ad ogni furto, a segno o anche solo tentato, il “premio” da pagare cresce. Così dopo giovedì notte Fabio e Salvo stanno valutando se allungare l’orario di apertura: «In questi anni ci hanno portato via di tutto – spiegano -, soldi, sigarette, Gratta&Vinci, monitor del computer. E hanno rotto l’ingresso, le inferriate, l’accettatore del self-service, adesso anche il muro. Teniamo meno denaro in cassa e stiamo limitando le scorte di sigarette facendo più ordini, ma così ci sono più costi e più lavoro. Non solo, all’aumentare dei danni aumenta anche l’esposizione al rischio e il premio dell’assicurazione si alza, per cui è quasi più conveniente non essere assicurati che esserlo. L’alternativa è tenere aperto il bar 24 ore non stop o limitare comunque gli orari di chiusura. Ovviamente però non è una cosa semplice per cui la stiamo valutando». Costretti a stare nottetempo al lavoro per piantonare 24 ore su 24 il bar. È il paradosso di chi anziché darsi per vinto e chiudere i battenti pensa di non darla vinta ai ladri. Ma a che prezzo.

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