«Adesso basta, togliete la panchina di viale Italia»

«Adesso basta, togliete la panchina di viale Italia»

Greta Boni

Non si fermano le proteste dei residenti per le “notti brave” in viale Italia. Il problema è sempre lo stesso: decine di giovani che di notte si danno appuntamento alla panchina nei pressi di villa Braila, bevono, infastidiscono i passanti e lasciano sempre uno spiacevole ricordo del loro passaggio. Bottiglie di vetro, cartacce e sporcizia fanno da cornice alla panchina, senza contare che alcuni negozianti nelle scorse settimane si erano lamentati del fatto che diversi angoli delle strade venissero regolarmente utilizzati come toilette. Anche di fronte alla saracinesca delle attività commerciali, con il risultato che qualche titolare si è ritrovato a dover pulire prima di aprire.

«Ma che cosa aspettiamo a togliere la panchina dove mai si vede seduta gente normale, quella che normalmente non mette in pratica certi comportamenti incivili?», così sbotta un residente del quartiere, che si è anche premurato di documentare il degrado scattando una foto.

Una rimozione, quella della panchina, che era stata proposta anche da altri abitanti di San Bernardo, spazientiti per la situazione che si è venuta a creare. Non solo: più di un lodigiano si era augurato un maggior passaggio delle forze dell’ordine in viale Italia.

Pochi mesi fa, la zona è stata presa di mira da una baby gang: una decina di ragazzi, sia minorenni che maggiorenni, sono stati fermati all’inizio di maggio dalla polizia per una serie di furti e bravate ai danni dei residenti del quartiere. La questura è riuscita a sgominare la banda, ma i problemi non sono finiti, a giudicare dalle ultime segnalazioni. Oltre agli schiamazzi notturni, i cittadini spiegano che fuori dal supermercato (vittima della situazione) spesso stazionano persone che bevono o cercano soldi ai clienti e ai passanti.

La giunta Casanova ha siglato un’ordinanza contro l’accattonaggio e i venditori abusivi in città, ma gli abitanti della zona chiedono interventi precisi per evitare che gruppi di persone si ritrovino a bere e bivaccare.

Altre lamentele riguardano il parcheggio a fianco del supermercato e della ferrovia, spesso utilizzato come discarica a cielo aperto. Non si contano gli episodi di abbandono di rifiuti: «Non c’è più senso di civiltà, non ci sono parole per definire persone che si comportano in questo modo», aveva scritto al Cittadino il lodigiano Tarcisio Papetti. Infine, c’è chi punta il dito contro coloro che frugano nei cassonetti degli indumenti usati, salvo poi sparpagliare gli abiti sulla strada.

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