Ex giudice di pace a Codogno, da tre anni si aspetta il trasloco

Ex giudice di pace a Codogno, da tre anni si aspetta il trasloco

Andrea Bagatta

A oltre tre anni di distanza dalla chiusura degli uffici dell’ex giudice di Pace a Codogno in via Pietrasanta tutto o quasi è rimasto come il giorno in cui la porta è stata chiusa a chiave. Tutte le scartoffie, gli archivi e i documenti sono ancora al loro posto al primo piano, accatastati alla bell’e meglio, del ventilato trasloco per liberare i locali non se ne è mai fatto nulla, e insomma tutto è come sempre, un piccolo scandalo all’italiana, soprattutto se si considera l’attività svolta dal giudice di Pace e quindi quanti dati sensibili potrebbero ancora trovarsi all’interno dell’edificio.

La soppressione dell’ufficio del Giudice di pace di Codogno risale al 30 aprile 2014, con poche aperture saltuarie fino a ottobre dello stesso anno quando il servizio fu definitivamente chiuso. La sede è di fatto inutilizzata da allora.

Una parte del materiale che era dentro gli uffici è stata spostata, ma la gran mole è ancora al suo posto. Di fatto è stata liberata la sala udienze e l’intero piano terra si presenta fruibile tanto che in passato la precedente amministrazione in occasione della Fiera Agricola 2015 aveva concesso i locali in uso alla Pro Loco per l’allestimento di una mostra (sulla Polenghi Lombardo).

L’idea della vecchia giunta era quella di poter rientrare in possesso dei locali prima delle elezioni o comunque nell’estate 2016, con l’obiettivo di destinarla, almeno inizialmente, a una sede per esposizioni e mostre temporanee, con la possibilità di ricavarvi una sala conferenze. Per questo motivo aveva più volte sollecitato il tribunale di Lodi a liberare completamente i locali ma poi non se ne era fatto più nulla, sia perché non c’era (e non c’è chiarezza) sul dove mandare il materiale, sia perché il trasloco comporta delle spese da distribuirsi tra tribunale e Comune che riceve l’ufficio (quello di Lodi), ed entrambi gli enti non l’hanno di certo messa tra le proprie priorità. Il commento dell’assessore al patrimonio Mara Fontanella è lapidario in merito: «Non ci sono novità di sorta, tutto è rimasto come prima, per il momento siamo in attesa di capire chi interverrà e quando. Di certo per noi la struttura di via Pietrasanta non è strategica, e se quindi arrivasse qualche offerta interessante potremmo prenderla in considerazione». Offerte vere e proprie al momento non ne sono ancora arrivate in comune, e in questo senso nessuno ha dunque fretta di chiudere l’operazione, e tuttavia almeno una manifestazioni d’interesse informale è stata presentata al protocollo comunale.

Segno che la palazzina, proprio in centro a Codogno, senza problemi di natura strutturale, qualche appetito lo sta suscitando. Se si concretizzerà, forse sarà la volta che tutti gli atti dei procedimenti ancora al primo piano troveranno un’altra sede.

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