L’impresa di Lazzarini di Codogno in bici fino all’Atlantico

L’impresa di Lazzarini di Codogno in bici fino all’Atlantico

Laura Gozzini

Nove giorni per attraversare i Pirenei dal Mediterraneo all’Atlantico, in sella a una mountain-bike, senza mollare i pedali anche 10-12 ore al giorno. È l’ultima ciclopica impresa del codognese Maurizio Lazzarini, 46 anni il prossimo 28 agosto e una passione sfrenata per la bicicletta, che lo ha condotto quest’anno ad affrontare in solitaria la Transpirenei. 938 chilometri su strade sterrate e 25mila metri di dislivello, sotto un sole che non perdona: la seconda delle nove tappe, 85 chilometri da Camprodon a Baga, il termometro segnava 43,8 gradi. Ed era tutta salita, e il 45enne senz’acqua. «Un incubo», ricorda. Ma è una considerazione passeggera, perché al cuore del viaggio c’è il gusto della sfida: «Mi piace mettermi alla prova, ho iniziato a fare viaggi in bici nel 2010 attraversando la Corsica, l’Islanda, poi sono venute la traversata delle Alpi da Ventimiglia a Trieste nel 2012, 2013 e 2014 e quella degli Appennini iniziata nel 2016 da Ventimiglia al Passo del Cerreto – si racconta Lazzarini -. Sono viaggi estremi per la lunghezza e per il numero di ore che passo in bicicletta, in media dalle sei del mattino alle sei di sera fermandomi solo per fare qualche foto e mangiare qualcosa. Ma è un modo per vedere come te la riesci a cavare». Quando sei solo e il tracciato di quelli che solo un titano riuscirebbe in quel tempo a fare, le occasioni si può star certi non mancano: come il sesto giorno, 79 chilometri da Pont de Suerte a Fiscal nel Parco dell’Ordesa y Monte Perdido, quando la “corona” della mountain bike di Lazzarini si è rotta e ha dovuto cavarsela alla bene meglio: «L’ho isolata e ho utilizzato solo quella grande – spiega -. Ma in salita non si riusciva a pedalare perché avevo solo il rapporto più agile e la pendenza continuava ad aumentare».

Per quanti si domandassero “ma chi gliel’ha fatto fare?”, la risposta è nell’entusiasmo del codognese mentre riporta le impressioni di viaggio: «Ho visto posti spettacolari – spiega -. Al Parco dell’Ordesa y Monte Perdido mi sembrava di essere nel Gran Canyon. Impressionante. E poi i Pirenei hanno un paesaggio variegato, dall’alta montagna si passa a montagne più appenniniche. Nella parte del Mediterraneo c’è la classica macchia, mentre nei Paesi Baschi il verde diventa luccicante e i paesi sono coloratissimi. Le pinete crescono a 300 metri d’altezza». Rientrato a Codogno domenica sera, con la mente Lazzarini è già alla prossima destinazione, per il momento top secret. «Dipenderà da quanti giorni avrò a disposizione», si limita a dire. Ma c’è chi dice di avergli sentito nominare le Montagne Rocciose in Canada. Intanto a settembre, nell’ambito di un appuntamento “Liberi di Viaggiare”, Maurizio Lazzarini accompagnerà nella “sua” Transpirenei 2017 attraverso parole, foto e video.

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