La crisi di corso Roma nel tratto verso porta Cremona

La crisi di corso Roma nel tratto verso porta Cremona

Federico Gaudenzi

Quasi non ci si accorge, passando per corso Roma, perché molte serrande sono abbassate per le canoniche due settimane agostane. Eppure, i più attenti notano chiaramente che molte vetrine scrutano i passanti come orbite vuote, con i negozi senza mercanzia e nemmeno mobili, gli spazi commerciali abbandonati alla polvere.

Corso Roma non è più l’anima del commercio lodigiano, a quanto pare, e i numeri lo dimostrano senza appello: nella seconda parte della via, quella che dall’incrocio con via XX Settembre sfocia a porta Cremona, si contano almeno una decina di negozi vuoti, falliti o comunque trasferiti in lidi più vivaci.

Su qualche vetrina campeggia il cartello “Affittasi”, ci sono numeri di telefono di agenzie immobiliari speranzose, mentre su altri non si trova nulla tranne l’alone di antiche pulizie.

E di conseguenza, questa morìa di esercizi commerciali danneggia anche i pochi che, con tenacia, continuano ad aprire tutte le mattine, credendo nella possibilità di una ripresa, credendo che corso Roma non possa finire con il bivio per via Legnano, ma che tutta la strada dovrebbe trovare una propria riqualificazione.

Lo spiega chiaramente Fabio Palin, del negozio Il Mercante di Caffé, che vende ovviamente caffé in tutte le forme, ed è rivenditore unico e ufficiale di una marca di macchinette a cialde: «Purtroppo - afferma - la zona è lasciata un po’ andare, da anni ci sentiamo abbandonati. Da quando abbiamo aperto, ormai cinque anni fa, abbiamo visto molti negozi intorno a noi chiudere, mentre non ci sono stati nuovi arrivi. Certo, i padroni degli immobili potrebbero almeno pulire le vetrine per invogliare eventuali interessati, o quantomeno un po’ di pulizia eviterebbe che la gente faccia marcia indietro quando arriva a metà della strada».

La pulizia, secondo Palin, deve comprendere anche la strada, i marciapiedi che, se fino a via San Martino sono in sampietrini, nel resto della via sono in asfalto. È significativo come, in una città in cui molti negozianti implorano a gran voce di restringere la zona a traffico limitato, una via del centro come corso Roma è mediamente frequentata proprio fino al punto in cui non passano le macchine, mentre dove si guida e si parcheggia i negozi faticano. «Qualche anno fa un assessore aveva proposto di mettere la Ztl anche qui, molti non erano d’accordo e alla fine non si è fatto nulla, ma secondo me è un modo per riqualificare la zona – racconta Lucilla Buzzini di Mandala -. Noi siamo aperti dal 2003, abbiamo la nostra clientela e andiamo avanti, ma è sempre più difficile per tutti». «La via è sporca, non invita certo a una bella passeggiata - prosegue Cristiano Reccagni de L’Ottico -: noi ci proviamo, curiamo il verde e abbiamo messo i portabiciclette, ma questi ultimi ormai ospitano solo bici abbandonate, e i fiori li hanno rubati».

Se a questo si aggiunge la crisi economica che non allenta la presa, il risultato è stata la chiusura del negozio di elettronica, di quello di cosmetica, del ristorante, dei negozi di abbigliamento o i bar che hanno preferito spostarsi altrove o serrare i battenti. Tra gli esercizi scomparsi anche la storica pasticceria del Corso. Gli specialisti delle uova di Pasqua hanno cessato l’attività, e il loro spazio a breve dovrebbe trasformarsi in un prolungamento della sede della Bcc Centropadana. La banca ha riqualificato palazzo Sommariva contribuendo in piccola parte a migliorare almeno un tratto della strada che, con l’apertura del Libraccio e di altri negozi sembra davvero voler risorgere dalle ceneri.

«Non mi piace quando la gente passa di qui e ci chiede dove sia corso Roma – chiude Fabio Gittardi del negozio di biancheria Linea -. Questa parte della via merita di essere riqualificata».

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