Falsa aggressione in treno, ma l’allarme sicurezza resta alto

Falsa aggressione in treno, ma l’allarme sicurezza resta alto

«Il problema sicurezza esiste, e negli ultimi due anni c’è stato un aumento rilevante delle aggressioni sui treni e nelle stazioni. Noi cerchiamo di affrontarlo con le forze di cui disponiamo».

Ieri in questura era presente anche la dirigente del compartimento Lombardia della polizia ferroviaria Maria Cervellini. Che non si è tirata indietro dall’affrontare il problema delle aggressioni ai capitreno, che esistono nonostante l’episodio di Santo Stefano si sia rivelato una simulazione.

«La linea ferroviaria in Lombardia ha una chilometrica molto estesa e il personale della polizia ferroviaria è di 500 unità - ha spiegato -. Un rapporto che evidentemente non è soddisfacente. Anzi, a fronte di aggressioni che aumentano, e le segnalazioni dei capitreno che riceviamo ogni giorno sono lì a testimoniarlo, le nostre risorse diminuiscono. Ma con Trenord abbiamo instaurato una stretta collaborazione».

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