Continua la caccia all’accoltellatore

Continua la caccia all’accoltellatore

(ore 23) Non è stato sottoposto a fermo di polizia l’uomo fermato dai carabinieri in mattinata a Codogno. Non era lui il responsabile dell’aggressione. La sera stessa dell’aggressione, avvenuta mercoledì mattina a bordo del treno 20410 di Trenord in dirittura d’arrivo a Santo Stefano Lodigiano, in stazione a Lodi la polizia aveva fermato un primo “sospettato”, ma l’uomo era stato rilasciato quasi subito su ordine del pm, mancando una prova “schiacciante” che potesse giustificare il fermo.

(aggiornamento ore 13) Fermato a Codogno il presunto accoltellatore del capotreno aggredito mercoledì mattina. I carabinieri dell’aliquota radiomobile di Codogno hanno atteso in stazione l’arrivo di un giovane di colore il cui identikit corrisponderebbe a quello dell’aggressore: alto, magro, con le treccine, e indosso jeans e maglietta rossa. Lo straniero sarebbe stato individuato dalla Polfer a bordo di un treno Piacenza-Codogno.

(Ore 9)È ancora caccia all’uomo dopo l’aggressione di un capotreno mercoledì mattina a Santo Stefano Lodigiano. Il “sospetto” che la polizia ha fermato quella stessa sera alla stazione di Lodi, infatti, sulla banchina del binario 1, è stato rilasciato.

Non sono risultate di nessun aiuto, invece, le telecamere che hanno ripreso lo straniero (di colore, alto 1.80 e con le treccine), ovvero quelle di Piacenza, dove è salito sul convoglio, e quelle di Santo Stefano, dove invece è sceso dopo aver forzato una porta chiusa. Le immagini infatti, acquisite dagli investigatori, erano di pessima qualità.

Il soggetto è ritenuto comunque molto pericoloso, perchè mercoledì avrebbe potuto colpire chiunque. Il capotreno ha l’unica colpa di essergli andato vicino per chiedergli cosa stesse facendo, dato che disturbava (forse sotto l’effetto di qualche sostanza) le altre persone, ma quello si è voltato di scatto e ha tentato di colpirlo all’addome con un coltello. Per fortuna si è difeso con le mani e ha “parato” il colpo. Dopo il ricovero è stato dimesso, ma ieri, ancora scosso, ha preferito non parlare dell’accaduto.

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