Lodi, una città vietata ai disabili

Lodi, una città vietata ai disabili

Greta Boni

Sulla salita di via Sforza, la carrozzina elettrica procede spedita, facendo attenzione a restare sul ciglio della carreggiata. Alla guida c’è una signora sulla sessantina e le macchine sembrano sfiorarla pericolosamente mentre tentano schiacciano sull’acceleratore per evitare il semaforo rosso. Perché se ne sta sulla carreggiata? Se lo chiedono tutti, poi basta guardare le condizioni in cui si trova il marciapiede e la risposta arriva da sola. Un marciapiede che comunque si allarga e si restringe a seconda dei punti, rendendo impossibile il passaggio di un disabile. Fortunatamente nell’ultimo elenco del Broletto degli asfalti da riqualificare c’è anche via Sforza.

STRADE E MARCIAPIEDI

Per chi viaggia su una sedia a rotelle, la città è piena di insidie. Buche e cordoli possono trasformarsi in trappole insormontabili. Alcuni marciapiedi, come quello di via Serravalle, si rimpiccioliscono a tal punto che anche le mamme con il passeggino sono costrette a scendere e proseguire sulla strada.

Anche accedere ad alcuni uffici può rivelarsi una sfida. Ieri mattina il cartello “montascale guasto” campeggiava all’ingresso dello sportello dedicato ai servizi sociali del Comune, in via Volturno. A questo proposito, però, la scorsa settimana l’assessore Sueellen Belloni ha annunciato la volontà di ripensare totalmente all’accesso degli utenti, rendendolo più sicuro ma anche più gradevole; per approfondire i dettagli della questione, così aveva aggiunto l’assessore, si sarebbe confrontata con la struttura. L’anagrafe è un altro dei nodi da risolvere, in questo caso, però un progetto c’è già, non resta che attuarlo.

UFFICI E LUOGHI PUBBLICI

Ci sono voluti anni, ma i lavori per installare degli ascensori in stazione sono finalmente iniziati. Solitamente i disabili sono costretti a chiamare il personale per poi attraversare i binari, una situazione che l’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) ha sempre denunciato definendola intollerabile.

Una delle segnalazioni più recenti riguarda il palazzo di giustizia: «Ho fatto una caduta davanti al tribunale di Lodi sulla discesa per disabili - racconta al Cittadino una donna -, c’è un buco nella discesa ma l’assicurazione mi ha detto che è colpa mia, perché il buco è ben visibile. Sono disabile e l’unica discesa è quella».

In questi giorni la discussione si è concentrata sul sistema alberghiero del capoluogo: 200 atleti paralimpici pernotteranno questo weekend nel Sudmilano perché l’accessibilità degli hotel sul territorio risulta essere difficoltosa, soprattutto per l’elevato numero di partecipanti.

NON VEDENTI NEI GUAI

A Lodi il percorso destinato ai non vedenti spesso non è omogeneo. Il caso più eclatante si trova davanti allo scalo ferroviario: chi lo segue a un certo punto si perde, oppure finisce contro al muro. Una parete dove sono regolarmente posteggiati motorini e biciclette.

Da un non vedente tempo fa si è alzato l’appello affinché ci sia maggiore sensibilità nei luoghi pubblici, come per esempio gli uffici delle compagnie di trasporto o le stazioni.

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