«Nessun maxi buco, affitti non riscossi per 1,5 milioni»

«Nessun maxi buco, affitti non riscossi per 1,5 milioni»

Case popolari, è scontro sugli affitti non pagati. Dopo l’allarme lanciato dall’assessore Stefano Buzzi sugli arretrati non riscossi, ieri il Pd è passato al contrattacco. «Si leggano i bilanci, non c’è un “buco” da 4 milioni. Così si fa solo sensazionalismo», interviene l’esponente dem Simone Piacentini, ex assessore della giunta Uggetti.

Ieri mattina il Partito democratico ha organizzato una conferenza stampa, per fare chiarezza sui numeri degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e contestare i dati forniti dall’esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza Lodigiana. È la prima iniziativa dell’opposizione di centrosinistra dopo le elezioni del 25 giugno, che il Pd ha deciso di portare avanti. «Altro che 4 milioni di euro, come è stato detto. Sono 3,5 milioni i canoni da riscuotere ma che riguardano tutto il patrimonio immobiliare del Broletto, compresa la partita della Prefettura che vale 1,2 milioni di euro – precisa Piacentini, capogruppo Pd in consiglio comunale – il non riscosso relativo al 2016 e che riguarda le case popolari è di 1,4 milioni di euro. Gli inquilini delle case popolari sono circa 400, di cui 100 hanno arretrati, ma di questi solo una ventina sono morosi veri. Ci sono casi di difficoltà che possono essere considerati di morosità incolpevole. La lista di Lodi comune solidale, durante la precedente amministrazione con l’assessore Domenico Bonaldi, aveva fatto un gran lavoro. Erano stati sottoscritti dal 2013 ben 40 piani di rientro e azioni di recupero crediti. Nel 2016 sono state avviate anche ingiunzioni di pagamento per 1,4 milioni di euro».

Durante la conferenza stampa, Piacentini ha messo in dubbio la competenza dell’assessore Buzzi. «Ritengo che sia una questione da affrontare con serietà – rimarca Piacentini – bisogna tener conto dei bisogni di tante persone. Buzzi riconosca il lavoro che è stato fatto in passato, ad esempio per risolvere il nodo delle case di via Vigna Alta».

I residenti della palazzina da cinque anni non ricevevano i bollettini per pagare l’affitto, a causa dell’incertezza tra Aler e Comune sull’effettiva proprietà dell’immobile. Il municipio ha quindi deciso di riscattare il diritto di superficie dall’Aler, una spesa di 266mila euro. L’amministrazione chiederà anche canoni arretrati agli inquilini per 145mila euro, spalmati probabilmente su alcuni anni.

«Ci siamo impegnati a fare un’opposizione costruttiva, ma non accettiamo che su questi temi ci sia un approccio sensazionalistico. Buzzi cosa vuole fare ora, buttare fuori di casa gli inquilini?», sottolinea Laura Tagliaferri, consigliere Pd. E il collega di gruppo Andrea Furegato mette in guardia: «Bisogna vedere cosa ha intenzione di fare il Comune di Lodi. Consideriamo che gli sfratti rischiano di essere ancora più costosi per le casse del Broletto. Penso ad esempio a famiglie con minori, che vanno assistiti».

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