«Lavorerò per i lodigiani e non per la politica»

«Lavorerò per i lodigiani e non per la politica»

Federico Gaudenzi

L ’ultima sfida tra i due candidati sindaco del ballottaggio si è giocata tra le mura del «Cittadino», dove Sara Casanova e Carlo Gendarini sono stati invitati ieri per un’intervista doppia. Il candidato del centrosinistra è arrivato intorno a mezzogiorno, in bicicletta e impeccabile giacca blu, accompagnato dal braccio destro Salvatore Mancuso. Una stretta di mano formale con l’avversaria e le foto di rito davanti all’ingresso con il direttore Ferruccio Pallavera, prima di cominciare l’intervista, durante la quale i due candidati si sono confrontati a più riprese sui maggiori temi che il vincitore si troverà sulla scrivania a partire da settimana prossima.

Per cominciare, Gendarini, quali sono le prime tre emergenze della città?

«Innanzitutto voglio revocare l’aumento delle tariffe scolastiche, quindi voglio avviare un programma di sistemazione delle strade e dei marciapiedi, per cui sono già disponibili coperture rispettivamente per 300mila e 220mila euro. Infine, mi impegnerò per il sottopassaggio di via Nino Dall’Oro: anche qui sono già presenti i fondi, derivanti dagli oneri di urbanizzazione dell’area ex-Abb, si tratta solo di concordare con FS le tempistiche per avviare i lavori».

I revisori dei conti, però, chiedono di prestare attenzione su come si utilizza l’avanzo di bilancio...

«I revisori chiedono di non spendere tutto, certo, ma anche di continuare con il dialogo e trovare una soluzione alla questione della Prefettura: sostanzialmente, la Prefettura è alloggiata in locali comunali che ha ristrutturato a sue spese. Noi, quindi, abbiamo un debito nei confronti dell’istituzione, ma non dimentichiamo che abbiamo nello stesso tempo un credito nei confronti del Ministero della Giustizia per il tribunale. Avvieremo un dialogo per equilibrare la situazione».

Avanzerà qualcosa anche per riqualificare i parchi della città, che spesso vivono condizioni di abbandono e qualche volta di degrado?

«Sono d’accordo sulla necessità di riqualificare i parchi, magari prendendo a modello i giardini Barbarossa, che sono vissuti da cittadini di età, culture e provenienze diverse. Per raggiungere questo standard sarà necessario un maggiore controllo, che realizzeremo con l’assunzione di nuovi vigili urbani, perché pattugliando la città riducano la sensazione di insicurezza. Il ruolo dei vigili non è quello di spaventare nessuno, ma di rassicurare tutti. Il parco di via Fascetti, inoltre, sarà sistemato e ampliato con la riqualificazione dell’area Ex-Abb».

Qual è la sua opinione sul trasferimento della Coop a San Fereolo? È stato azzardato per il commissario prendere una decisione di questo tipo?

«Sicuramente questo intervento meritava di essere deciso da un sindaco, ma non è irreversibile. Per ora sospendo il giudizio: ascolterò i cittadini, le loro osservazioni, valuterò i pro e i contro e, nel caso, sarò disposto anche a bloccare lo spostamento».

Passando a temi più politici, secondo lei i risultati elettorali stanno risentendo della fine traumatica della scorsa esperienza amministrativa e dell’arresto del sindaco? Esiste una questione morale?

«La fine della passata giunta ha pesato sicuramente, ma c’è stata una forte polarizzazione. Io non voglio entrare nella vicenda di Uggetti, per cui è in atto un procedimento giudiziario. Posso dire che, da presidente della Camera di commercio, ho trovato in lui un interlocutore serio e affidabile, ma io sicuramente ho uno stile diverso: se sarò sindaco, istituirò un assessorato per le Procedure, proprio per distinguere tra ciò che compete alla giunta e ciò che compete ai dirigenti. Ritengo però che alla passata giunta si debba rendere il merito di aver dato tre grandi lasciti alla città: la cattedrale vegetale, l’università e il rifacimento delle difese spondali».

Si pone quindi in continuità con la scorsa giunta, o come qualcosa di nuovo? Quale è il suo rapporto con il Partito democratico?

«Il Pd è il primo partito, ma è parte di una coalizione in cui ci sono altre liste civiche che lo bilanciano. Mi sono sentito sostenuto dal partito, ma ribadisco che io sono autonomo, e il Pd ne è cosciente. Mi pongo quindi come un candidato nuovo, che porta la sua esperienza ma non ha un’estrazione politica, sono forte e indipendente, non guarderò agli interessi della politica ma dei lodigiani. Per questo ho rifiutato qualsiasi apparentamento. Ho fatto i complimenti a tutti i candidati, ma non mi sono rivolto a loro per avere voti in cambio di poltrone, mi sono appellato soltanto ai lodigiani».

Sulla sua squadra di governo, invece, ci sono state alcune polemiche per la scelta di Philippe Daverio come assessore alla cultura, perché a quanto pare avrebbe accettato lo stesso incarico a Belluno...

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) potrete fare la stessa domanda a lui. Resta il fatto che ha confermato il proprio impegno e io sono lusingato che il nostro assessore sia corteggiato. Diciamolo pure: se Lorenzo Maggi non sarà vicesindaco a Lodi, non lo sarà da nessuna parte, perché non lo vuole nessuno, mentre Daverio è ambito. Noi vogliamo una città che si apra al di fuori del suo orticello, che possa attrarre risorse, giovani, turismo».

L’apertura riguarda anche l’accoglienza dei migranti?

«Lodi si è sempre impegnata per l’accoglienza, abbiamo uno sportello rifugiati che lavora molto bene, ma anche l’accoglienza deve essere ripartita correttamente: ci sono Comuni, anche nel Lodigiano, che non accolgono richiedenti asilo. Sono pronto a scontrarmi con quei sindaci e con la prefettura perché ci sia equità».

I servizi sociali a Lodi rappresentano una bella fetta del bilancio. Volete continuare su questa strada?

«Certo. La crisi ha messo in difficoltà molte persone e noi siamo convinti dell’importanza di un sistema di assistenza di questo tipo, anche per favorire armonia nella comunità. Il mio contributo, su questa partita, può riguardare un efficientamento dei servizi».

Si può migliorare anche la raccolta dei rifiuti? Quale la sua posizione su Sogir, la società partecipata per la raccolta e lo smaltimento, che ancora non decolla?

«Sulla differenziata non si torna indietro: siamo a livelli di eccellenza del Nord Europa, ma bisogna spiegarlo meglio ai cittadini, che si trovano ad affrontare sicuramente un lavoro maggiore per dividere i rifiuti. Spiegare, ma anche punire chi abbandona i rifiuti e, in ogni caso, raccogliere, perché la pulizia e il decoro sono fondamentali. Su Sogir, sono convinto sia un’ottima cosa: avere una partecipata di questo tipo consente un maggiore controllo per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata, e nel frattempo consente di fare economia di scala e coniugare utilità e convenienza».

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