Tassa rifiuti, a Lodi è un salasso per le imprese

Tassa rifiuti, a Lodi è un salasso per le imprese

Matteo Brunello

Basta spostarsi di qualche chilometro e per ristoranti o bar la tassa rifiuti aumenta in modo sensibile. Anche se il gestore del servizio di raccolta è lo stesso, a Lodi per alcune categorie di esercizi e imprese la Tari risulta più pesante rispetto a Casale o Sant’Angelo. È quanto emerge da un’elaborazione dati di Confartigianato, che ha confrontato le tariffe applicate da alcune città del territorio.

«La situazione è fortemente disomogenea e crea uno svantaggio per alcune categorie produttive – analizza il vice segretario di Confartigianato Mauro Parazzi –. In un primo confronto, senza considerare agevolazioni e riduzioni, si nota che in termini generali c’è una forte difformità di tariffe sulla Tari, a parità di gestore del servizio. Abbiamo infatti selezionato tre comuni che hanno tutti Linea gestioni (gruppo Lgh)».

Dalla comparazione risulta che su 30 categorie, in 18 casi il coefficiente è superiore nel capoluogo e in alcuni è anche il doppio di Casale o Sant’Angelo. «La tariffa va calcolata sui metri quadrati dei vari esercizi o imprese, non sulla base dei rifiuti prodotti - aggiunge Mauro Parazzi -. Il diverso peso della tassa rifiuti sulle attività produttive si riscontra chiaramente nella ripartizione decisa dalle amministrazioni: a Casale il 69,59 per cento è caricato sulle utenze domestiche e il 30,41 per cento sulle utenze non domestiche, a Sant’Angelo il 65,47 per cento sulle utenze domestiche e il 34,53 per cento sulle utenze non domestiche, a Lodi il 56 per cento sulle utenze domestiche e il 44 per cento sulle utenze non domestiche. Va considerato inoltre che tante imprese pagano anche per il conferimento dei rifiuti speciali che producono, quindi la tassa è un pesante aggravio». Le differenze maggiori riguardano i ristoranti, trattorie e pizzerie, oltre ai bar, caffè e pasticcerie. Peraltro il capoluogo, guidato dal commissario Mariano Savastano, ha di recente deciso il rincaro della Tari sul 2017 per circa il 4 per cento, un innalzamento delle tariffe che ha sollevato le proteste di alcune associazioni di categoria. «Bisogna considerare che così com’è impostata la Tari contiene elementi di iniquità, perché il pagamento è legato alla superficie occupata e ai metri quadrati dei locali e non in base al criterio della produzione di rifiuti. La colpa è quindi senza dubbio del legislatore nazionale, ma i dati territoriali dimostrano che la politica locale può intervenire e fare la sua parte per introdurre dei correttivi – osserva il segretario generale di Confartigianato della provincia di Lodi Vittorio Boselli -. Ci confronteremo con i candidati sindaco per la città di Lodi proprio per chiedere una modifica della situazione della Tari, con il capoluogo che è disallineato rispetto ad altre città nonostante ci sia lo stesso gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti». La proposta dell’associazione Confartigianato imprese è quella di puntare su una tariffa puntuale, ovvero collegare il pagamento del tributo all’effettivo conferimento dei rifiuti.

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