San Colombano, nella rete stavolta finiscono i bracconieri

San Colombano, nella rete stavolta finiscono i bracconieri

Marco Pedrazzini

Bracconaggio in collina, scattano due denunce. È servito un anno di sopralluoghi e appostamenti delle guardie venatorie del WWF (nucleo Pavia), in collaborazione con la polizia provinciale di Pavia, le guardie venatorie dell’Atc Pavia 3 e i volontari dell’organizzazione antibracconaggio del Cabs Italia, per riuscire a sorprendere in flagranza di reato tre cacciatori che catturavano con il vischio uccelli migratori. Così l’operazione denominata “Papageno 2016”, dal nome dell’uccellatore del “Flauto Magico” di Mozart, ha avuto successo.

In collina, tra San Colombano al Lambro e Miradolo Terme, da tempo venivano rinvenute tracce di impianti illegali di cattura degli uccelli e già nella stagione venatoria 2015 alcune persone erano fuggite alla vista delle guardie, abbandonando rami invischiati. Martedì finalmente il lavoro dei difensori dell’ambiente nel comune di Miradolo è andato a buon fine. I tre bracconieri, colti sul fatto, hanno tentato la fuga ma due di questi, provenienti dalla Val Trompia, in provincia di Brescia, sono stati fermati dagli agenti venatori e identificati. Dovranno ora rispondere dei reati previsti dalla normativa vigente (uccellagione e caccia in giorno di silenzio venatorio): la legge 157/92 sulla protezione della fauna prevede l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 800 a 2000 euro, oltre alla revoca per dieci anni, da parte delle autorità di pubblica sicurezza, della licenza di porto di fucile da caccia. L’impianto di cattura era in piena attività e per le caratteristiche è uno dei più curiosi mai scoperti: due pali di bambù, uno dei quali alto ben otto metri, alla cui sommità venivano posti rami secchi completamente invischiati. Il “bottino” dei bracconieri ammontava a due cesene, uccelli della famiglia dei turdidi, che presentavano evidenti segni di vischio sulle ali.

La struttura è stata sequestrata, così come i quattro richiami vivi in gabbia, cesene e tordi sasselli, che sono stati portati al centro di recupero della Lipu “La Fagiana” a Pontevecchio di Magenta per le cure e la successiva liberazione. «Va sottolineata la professionalità degli agenti della polizia provinciale di Pavia - ha dichiarato Antonio Delle Monache, coordinatore regionale guardie WWF Lombardia - che con l’operazione “Papageno 2016” ha inferto un durissimo colpo al bracconaggio della zona. La reiterazione di questi atti presuppone che gli animali catturati, visto il loro notevole valore economico, erano destinati al mercato illegale». Il WWF invita i cittadini a segnalare eventuali casi di caccia illegale al numero antibracconaggio 328/7308288, o tramite la pagina Facebook www.facebook.com/guardiewwflombardia.

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