Una petizione per far riconoscere la fibromialgia

Cri. Ver.

Fibromialgia, una brutta bestia che ti perseguita con i dolori 24 ore su 24 e che in Italia non è nemmeno riconosciuta. Ultimamente colpisce sempre più anche uomini e bambini. Solo il Veneto, la Toscana e il Trentino garantiscono le esenzioni. Pia Zirpolo, l’infermiera di Lodi, è l’unica in Italia però che ha ottenuto l’80 per cento di invalidità e il prepensionamento. A lanciare l’allarme questa volta è Mirella Giordano, classe 1964, operatrice in radiologia a Lodi. «Sono ammalata da due anni. Le ho provate tutte - racconta -. Adesso sono in cura in un centro specializzato di Pisa. La mia non è più vita. Devo prendere gli oppiacei per ridurre il dolore. Stare a casa e fare le cose con calma è diverso. Dover puntare la sveglia e doversi alzare in queste condizioni è un dramma. Ci sono tante terapie alternative, dallo yoga all’ago puntura. Danno sollievo, ma quando le interrompi ripiombi nel baratro». È assurdo secondo Giordano che la malattia non sia riconosciuta ai fini dell’invalidità e dell’esenzione. «Tutte le visite e i farmaci sono a pagamento -. A Pisa sono convenzionati, ma negli altri centri paghi. E le liste d’attesa sono lunghissime. In America tutti sanno cos’è la fibromialgia. Nella maggior parte dei paesi europei è riconosciuta. Adesso stiamo lanciando una campagna di firme da consegnare al Parlamento europeo ( https://www.change.org/p/lo-stato-italiano-riconosca-la-fibromialgia-come-malattia-invalidante, ndr). Io ho dolore continuo in ogni momento del giorno, rigidità di tutto il corpo, non dormo. Ho contratture e gonfiore sotto le fasce muscolari che devo trattare con un diuretico. Il primo pensiero del mattino è: “Caspita, come sono stanca”. Ho secchezza degli occhi e della bocca, frequenti fischi nelle orecchie e la sindrome delle gambe senza riposo. Ho un prurito incontrollabile che mi porta a prendere l’antistaminico, difficoltà di concentrazione e disfasia. Spesso cado senza alcun motivo e ho i formicolii alle dita di mani e piedi. L’ultima volta, a Pisa, hanno lavorato su di me dalle 13 alle 19 e li ringrazio. Mi hanno ridato una nuova terapia che devo affiancare alla psicoterapia . Questo per essere più forte nell’affrontare la malattia. Non è una patologia psichiatrica la nostra, ma reumatologica, Ha però dei risvolti psicologici perché coinvolge tutto il corpo.Sfido chiunque a sopportare una malattia così con dolori continui tutto il giorno senza andare incontro a depressioni, ansie e sbalzi di umore. Le nostre sono voci che gridano ai diritti. Ai lodigiani dico: firmate per noi».

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