Espropri Tem, rabbia di Coldiretti

«Sono arrivati, hanno preso il campo e sono partiti con le ruspe, senza che potessi fare nulla» dicono gli agricoltori. Per loro la Tem ha un “lato oscuro” fatto di espropri e terreni sventrati. Quasi tutti i soci colpiti dalla Teem, oltre cento famiglie - spiega la Coldiretti Lombardia - non hanno ancora visto i risarcimenti e neppure una proposta di accordo, nonostante i lavori siano iniziati nel luglio 2012 e adesso siano quasi conclusi: nel frattempo ci sono stati terreni danneggiati, aziende amputate e coltivazioni interrotte. «La tangenziale esterna di Milano non può essere realizzata sulla pelle degli espropriati» si legge in una mozione approvata ieri dal consiglio regionale e che fa il paio con una simile di un anno fa con la quale si indicava alla società costruttrice che i valori di mercato dei terreni dove aveva aperto i cantieri erano superiori a quelli di esproprio e che quindi bisognava trovare dei criteri condivisi e un protocollo d’intesa simile a quello già usato per Brebemi. «Gli uffici della Regione hanno avanzato un’ipotesi che però è stata rifiutata dalla stessa Te Spa» spiega Claudio Pedrazzini, consigliere di Forza Italia. «È come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile? Sono logiche di cento anni fa. C’è da chiedersi quale sia il ruolo della società della Regione, Infrastrutture Lombarde, in tutta questa storia» spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia. E aggiunge: «Non si capisce perché con la Brebemi sia stato possibile raggiungere un accordo, sofferto, ma almeno! un accordo e qui invece sono mesi che chiediamo un incontro per definire la questione e non ci hanno nemmeno fissato una data. Cosa pensano, che gli agricoltori non hanno diritti? Beh, si sbagliano. E i padroni della Teem rischiano di avere più di un problema, altro che inaugurazione in pompa magna nei prossimi mesi con le istituzioni in prima fila».

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