Il Primo Re

Il Primo Re

Regia: Matteo Rovere

Genere: Avventura

Anno: 2019

Con: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Michael Schermi, Emilio De Marchi, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi

Esonda il Tevere e i due fratelli, Romolo e Remo, si ritrovano prigionieri nelle mani delle genti di Alba. Come consuetudine dell'epoca, i prigionieri sono costretti ad estenuanti duelli nel fango: la posta in gioco è la vita stessa. Decisi a non arrendersi a questo barbaro e infausto destino, con estrema arguzia, arrivato il turno di Remo, Romolo si offre come avversario nel duello. La complicità che li unisce li porta a scatenare una sommossa. Inizia così il loro viaggio verso la libertà insieme agli altri fuggitivi e alla vestale che porta con sé il fuoco sacro. I nemici sono costantemente sulle loro tracce e i fratelli, insieme al resto del gruppo, si rifugiano nella foresta. È proprio nella foresta che Remo riesce a dare di sé l'immagine di un valoroso eroe. Quando poi la vestale leggerà a Remo il suo futuro, egli deciderà con estremo coraggio di sfidare gli dei e cercherà di cambiare il fato. La fotografia, di Daniele Ciprì, già vincitore del premio per la fotografia per Vincere nel 2009 al Chicago International Film Festival, è certamente una cornice perfetta alla regia di Matteo Rovere. Le atmosfere della natura selvaggia, all'alba della civiltà, vengono rese con la massima coerenza. Il sapore del racconto, che si snoda tra piccoli dettagli, viene narrato attraverso la brutalità dei corpi che si scontrano, la bellezza della natura incontaminata, i riti magici e le credenze dell'epoca descritti con assoluta veridicità. Il modello seguito dal regista si rifà soprattutto ai grandi documentari, a quell'osservazione minuziosa e intensa delle meraviglie della natura e, insieme, della sua forza brutale. Anche i dialoghi meritano una riflessione: pochi, scarni, limitati, sono parlati in proto-latino e sottotitolati. È tutto fortemente credibile, a partire dalla violenza nei combattimenti, dalla tragicità della natura, dalla primordialità dei personaggi.