(3 maggio 2012)
Buongiorno, vi scrivo nella speranza che questa lettera venga pubblicata sul Vostro giornale, per esprimere il mio disdegno su quello che sta succedendo con le nuove leggi in Italia, nel nostro settore lavorativo.
Sono una ragazza di 28 anni e lavoro in un supermercato di Lodi, potrei dire «vivo» in un supermercato di Lodi perché grazie a queste nuove leggi, nuove riforme, liberalizzazioni e quant’altro, i miei colleghi ed io, e tutte quelle persone che lavorano nel nostro settore, sono praticamente prigionieri del loro posto di lavoro, non abbiamo più il diritto di passare le nostre domeniche, le feste, Natale, Pasqua, in famiglia, perché il negozio è aperto no stop! Questo anche grazie alla clientela, sarebbe bello che fossero dalla nostra parte e evitassero di venire a fare spesa alla domenica e nei giorni di festa, e invece da noi c’è chi chiede «Ma a Pasqua siete aperti vero??».
Non è giusto quello che stanno facendo, approfittano del fatto che in Italia la gente ha paura di perdere il posto di lavoro e allora non fa niente per i suoi diritti e tutte le aziende ci marciano sopra! È una vergogna!!! Poi se provi a chiedere di tenere aperti sabato e domenica anche i servizi pubblici come Poste, Banche o quant’altro ti senti rispondere che non è la stessa cosa.
Io questa mattina 30 Aprile 2012, approfittando di un riposo, mi sono diretta in una struttura pubblica perché avevo bisogno di un loro servizio... La porta era chiusa perché oggi è un pre-festivo, vi sembra giusto???
Joe
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LadyLodi
07 maggio 2012 12:52
Ma perchè uno non può lamentarsi del fatto che non ha più una vita oltre al lavoro? Si lavora per vivere, non si vive per lavorare.....
anonimo
06 maggio 2012 19:55
LadyLodi
06 maggio 2012 16:23
Scandaloso che gli uffici pubblici chiudano il venerdì a mezzogiorno e riaprano lunedì...per non parlare degli studi medici...
Piena solidarietà a voi, io nel mio piccolo eviterò di entrare in un supermercato la domenica e nei giorni di festa.
Lodigiano71
04 maggio 2012 18:34
fra&mo
04 maggio 2012 16:08
I dipendenti degli ipermercati purtroppo possono protestare solo in modo anonimo, se no cominciano ad arrivare orari punitivi, cambi di mansioni ecc... praticamente mobbing.
istrice
04 maggio 2012 15:33
nelle feste particolari! tutti i lavoratori hanno il sacrosanto diritto al riposo adeguato passato in famiglia!Possibile che i lodigiani abbiano così poca fantasia da passare i fine settimana nei supermercati e nei centri commerciali?
x giordanop: il tuo sarcasmo è troppo amaro....
giordanop
04 maggio 2012 12:51
Lodigiano71
04 maggio 2012 00:20
Mi sembra pero' che in questo settore, quello della grande distribuzione si tenda un po a ripararsi dietro una sorta di compassione di volere apparire le vittime di un sistema che e' chiaramente sbagliato ma che comunque e' redditizio, e' vero che non ci si puo' allontanare dalla cassa quando si vuole come anche da una catena di montaggio ma e' anche vero che ci sono persone preposte a dare il cambio, anche in quel settore ci sono le pause stabilite e i riposi, poi pero' all'interno si crea a poco a poco quel clima di servilismo esasperato che sfocia in paura e quindi automaticamente la partita e' persa! Mi creda ho lavorato anch'io in una fabbrica "a ciclo continuo" con tre turni giornalieri di 3x2 settimanali, anch'io non ero felice nel farlo ma non ho mai perso ne la dignita ne la mia voglia di una vita "normale".
lussy195
03 maggio 2012 22:25
camomilla
03 maggio 2012 17:22
Sai in quale clima si lavora in genere e nel commercio in particolare? Se protesti, se fai rimostranze, rischi il posto. Non so quanti eroicamente se la sentono, oggi soprattutto quando meglio poco che niente. Quindi, rimarrà sempre un'idea di poco peso!
Le banche, le poste, la pubblica amministrazione, rimarranno sempre privilegiate rispetto al privato: dall'altra parte, c'è quell'elefante che è la grande istituzione e lo Stato.
Prova tu dipendente del supermercato a mollare la cassa per andare a bere il caffè al bar. Non puoi manco pensarlo.
Come mai invece dipendenti dell'ente pubblico, col loro diretto superiore, vanno al bar dall'altra parte della piazza in mattina di lavoro a bere il caffè al bar? E ci stanno allegramente parecchio tempo? O al merctao a comprare le calze?
Io credo invece che tutto serva se si vuol ancora credere di poter cominciare a cambiare le cose: anche non andare di principio come cliente al centro commerciale il 25 aprile o 1 maggio. Sarà poco, ma aiuta.
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