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Beato Carlo Gnocchi
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L’originale sistemazione della pista ciclabile “nalboniana”
28 marzo 2012

Egr. Direttore,
molte volte mi chiedo cosa spinge un amministratore del bene pubblico, il quale probabilmente nel suo lavoro privato ha ottime capacità, a trasformarsi in quello che non è appena trattasi di affrontare temi come urbanistica, traffico, trasporti. Come se un provetto cardiologo, colto da raptus da elezione, si improvvisasse pilota di aerei, solo perché appassionato di modellismo. Il problema, comunque bi-partisan, poi è che nemmeno di fronte all’evidenza hanno il buon senso di fare un passo indietro.
A Codogno negli anni passati qualche amministratore aveva appeso dei segnali di senso vietato con l’aggiunta di “eccetto biciclette” che aveva la stessa valenza di un biglietto da “un milione” del sig. Bonaventura. La scorsa giunta ha realizzato una rotonda su Viale Vittorio Veneto non transitabile dai mezzi pesanti, non penso che fosse necessario realizzarla per capire il problema, data l’eccentricità.
Il presente governo cittadino ha pensato bene di mettere mano alla zona centrale, quella che gravita su Via Costa per intenderci, un po’ per gusto di smentire le nuove sistemazioni della giunta precedente, riuscendo a fare qualcosa di veramente particolare con tocchi di originalità, come la precedenza ai “fantasmi” per chi arriva da Via Pascoli e si dirige verso Piazza Cairoli.
In pratica ben 4 strade (i due rami di Via Costa, Via Mentana e Via Mazzini) convergono verso Via Roma e quindi verso il centro, portando quindi il traffico verso questo, anche per chi è diretto verso l’esterno, e questo per l’eliminazione del doppio senso di Via Costa. Ogni auto percorre 500 metri in più rispetto a prima con grande sollievo per l’ambiente e connessi individui. Questo per poter realizzare una pista ciclabile che non sarà mai estensibile a meno di fenomeni tipo Fukushima od Homs che dovrebbero colpire il ns. borgo.
Questa vitale arteria, lunga ben 108 m e quindi da Guinness dei primati, potrebbe far convergere verso Codogno un certo numero di turisti in grado di ammirarla, e gruppi di cicloamatori in gara per scommettere il numero di pedalate necessarie per percorrerla nella sua totalità. E quindi la suddetta “Via Nalboniana” potrebbe passare ad imperitura memoria, come le antiche Via Appia, Flaminia, Aurelia oppure la Balbia di più attuale realizzazione e simile imposizione.
Realizzata per dare sicurezza ai ciclisti? Sicurezza, ecologia, sviluppo sono termini utilizzati spesso per comodo che hanno lo stesso spessore di patria e nazionalismo degli “armiamoci e partite” di passata, ma non sepolta, memoria.
Alla “foce” della pista è stato recentemente pure collocato uno splendido panettone (visibile nella foto) che attende di ricevere qualche pedale o qualche cranio di ciclista, ma non si intuisce cosa deve proteggere, dato che (in teoria) quella zona è ben lungi dall’essere interessata dal passaggio di auto. Ma dato che il Codice della Strada vige anche a Codogno, seppure in parecchi lo ignorino, gli utenti pedalatori della pista, giunti alla foce, possono SOLO svoltare a destra e dirigersi in uscita da Codogno, dato che la direzione Piazza Cairoli è concessa solo “al loro rischio e pericolo” alla faccia della sicurezza!
In caso di qualche volo su cofani di automobili sarà un bel vedere tra parti lese, assicurazioni, amministratori ed amministrazione chiamati in causa.
Forse l’originale sistemazione non era casuale se i ns. vecchi l’hanno mantenuta per tanti anni, ed era quella che dava sicuramente meno problemi.
Cordiali saluti,

S. Breda

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