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S. Damaso I
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PRIMOPIANO
La nuova tendenza, vendere ai cinesi
4 agosto 2013

Tempo di crisi, si sa. Tempo in cui chi mette in vendita ha bisogno e fretta di realizzare e chi vorrebbe comprare non può, perché difficilmente riesce a stipulare un mutuo. Uno stallo economico in cui, con il passare dei mesi, è inevitabile rivolgersi agli acquirenti che abbiano disponibilità, capitali liquidi e qualcosa da rischiare, quali che siano. Sono queste le ragioni che hanno spinto ormai migliaia di privati cittadini, esercenti, e piccoli imprenditori in tutta Italia a rivolgersi al sito www.vendereaicinesi.it., una vetrina virtuale di annunci di ogni tipo, dai beni di lusso alle attività commerciali, dalle abitazioni private ai capannoni industriali. Anche i lodigiani hanno scoperto questa possibilità. Sono alcune decine quelli tra Lodigiano e Sudmilano, che hanno messo in vendita i loro beni su una vetrina virtuale molto particolare: raccoglie inserzioni che vengono tradotte in Mandarino e diffuse nelle due lingue sugli organi di stampa più gettonati tra gli imprenditori asiatici, che in questo modo vengono a conoscenza di occasioni commerciali che altrimenti gli rimarrebbero oscure. Scorrendo tra le pagine elettroniche del sito e tra le migliaia di annunci se ne trovano anche molti in arrivo dal lodigiano e dal Sudmilano. Tra le occasioni più ghiotte a disposizione degli acquirenti asiatici alcune fanno capo al settore residenziale, come una grande casa, nel prestigioso condomininio Braila oppure una villa doppia a Sordio e un appartamento a Villanova del Sillaro; a Casalpusterlengo è in vendita una villa antica su due piani, adatta, sottolineno i venditori, anche a essere trasformata in asilo o casa di riposo. La parte del leone, però, tocca alle inserzioni commerciali e produttive. In tutto il territorio sono decine gli imprenditori e gli esercenti soffocati dalla crisi che gettano la spugna e, salvato il salvabile, se ne vanno, lasciando la loro attività a chiunque abbia i soldi per comprarla e magari l’energia per portarla avanti e darle nuovo slancio, sperando in tempi migliori. A Lodi è in vendita al licenza di un piccolo bar in una forte zona di passaggio a pochi passi dal centro; da Codogno arrivano un’attività vendita e assistenza macchine ufficio e un salone di parrucchiere ed estetica extra lusso di più di 200 metri quadri e persino un negozio/ufficio nella centralissima piazza Novello; a Casale, si affitta un locale adatto a essere trasformato in un bar e un capannone di 2657 metri quadri. Risalendo lungo la pianura si trovano, in cerca di un locatario, 4 capannoni industriali a Merlino, di 2100,1050, 3400, 2.800 metri quadri, una gelateria in una zona residenziale a Peschiera Borromeo, e, a San Giuliano, oltre che due capannoni, si trova sul mercato anche un intero immobile commerciale di più di 600 metri quadri adiacente, a sua volta, ad altre attività e centri commerciali del fiorente polo san giulianese. Decine di annunci per cui si è decisi di rivolgersi a compratori asiatici. «Chi si rivolge a noi vuole vendere e poco gli importa di chi sia a comprare - spiega Sergio Toppino, imprenditore piemontese che, insieme al suo socio cinese di seconda generazione, il venticinquenne Alessandro Zhu, ha messo in piedi il sito-. Oggi, è un dato di fatto, i cinesi sono gli acquirenti più interessanti e interessati: hanno più disponibilità, più accesso al credito». Così se gli italiani non comprano, largo ai cinesi.

Luciana Grosso

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5 commenti.
Chichibio2 05 agosto 2013 11:58
Venderei ai mafiosi, anche loro i soldi ce li hanno e forse provengono dagli stessi traffici illeciti dei cinesi.
Il problema sta più a monte e deriva dal malgoverno degli ultimi 20 anni che ci ha portato a queste condizioni e se non si cambia rotta in fretta ci aspetterà anche di molto peggio.
bruno59 05 agosto 2013 10:53
Chi ai cinesi vende lo fa perchè gli italiani non comprano .Semplice.
Voi cosa fareste?
Roberta 05 agosto 2013 09:38
Non ho parole...mi vergogno sempre di più di essere italiana...La gente fa "morire" le imprese italiane per favorire cinesi e compagnia bella complice uno Stato che quasi quasi premia gli imprenditori che portano il lavoro all'estero oppure che importano materie prime da quei paesi dove la manodopera ha costo zero e che la qualità è a livello zero!
E poi ci lamentiamo perchè rimaniamo senza lavoro????
Chichibio2 04 agosto 2013 13:49
Aggiungerei a condizioni cinesi.
Grazie infinite ai governi liberali del pdl-lega e agli inciucioni del pd.
gliese 04 agosto 2013 13:36
La storia si ripete! I barbari scesero a Roma comprando tutto ciò che potevano divenendo così padroni. I figli dei romani che tornarono a casa si trovarono da padroni a dover lavorare sotto altri che avevano comprato dai loro padri. Poco tempo e i lodigiani lavorerarnno per i cinesi!