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giovedì 17 maggio 2012 ore 09:13, S. Pasquale Baylon
Carpiano, asilo assediato dalle nutrie
(5 febbraio 2012)

A Carpiano è guerra dichiarata alle nutrie coi volontari ecologici sicuri: «Se non si autorizza l’abbattimento dodici mesi all’anno, non avremo più un solo giardino risparmiato». E si punta l’indice sulla confinante provincia di Pavia: «Pavia, a differenza di Milano, non ha nemmeno un piano di contenimento della specie; i loro animali migrano dalla nostra parte». L’ultima azione in ordine di tempo della lotta al roditore ormai endemico è avvenuta pochi giorni fa fuori dalla scuola materna di via Montessori. In una sola giornata quaranta esemplari sono finiti nelle trappole predisposte dall’esperta guardia venatoria ed ecologica Sergio Lachini, residente in paese.

Il secondo atto della “fortificazione” delle scuole locali contro i massicci quadrupedi sarà ora costituito dalla posa di una nuova rete perimetrale. Quella vecchia infatti è troppo leggera e troppo alta sul terreno per assicurare una tenuta sufficiente e impedire agli animali di superare la barriera scavando il suolo con le zampe anteriori e sgusciando fra il terreno e il reticolato. «Non vorrei però che si diffondessero allarmi - interviene il sindaco Francesco Ronchi - le nutrie non sono nel giardino scolastico, ma all’esterno. E poi in questa stagione i bambini stanno sempre dentro le aule». Per dare comunque la misura del numero di roditori che si aggirano nei venti chilometri quadrati di campagna di Carpiano, in una sola giornata quaranta hanno abboccato alle esche tese da Lachini e collaboratori, tutti guardie provinciali venatorie e guardie ecologiche volontarie.

Le bestie non sono destinate a una bella fine - in genere vengono gasate col cloroformio -, ma Lachini allarga le braccia e continua a confessarsi amante degli animali anche così: «Non c’è nient’altro da fare - proclama - va contenuta la specie anche con soluzioni drastiche. Io faccio abbattimenti sia col fucile calibro 12 sia con la trappola e la gasazione. Mi sono dedicato a questo compito sociale, oltre alla vigilanza ecologica generale, da quando sono in pensione. Ho la competenza su quattro comuni - Carpiano, Locate, Melegnano e San Giuliano - e credo di avere eliminato non meno di mille nutrie da solo in dieci anni. Sembra una cifra enorme ma sono ancora poche rispetto alla popolazione che probabilmente esiste, e infatti la Provincia di Milano sembra che voglia passare al piano di contenimento dodici mesi continui. Se non adottiamo la linea dura, fra un po’ di anni non ci sarà più una roggia che tiene o un orto privato, non dico una cascina, dove resta qualcosa per gli umani. A Carpiano poi abbiamo il problema aggiuntivo del confine con Pavia: la provincia limitrofa non ha un piano efficace di riduzione delle specie infestanti, e quindi mezzo lavoro è vanificato perché gli animali migrano da un territorio all’altro».

Emanuele Dolcini

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6 commenti. Pagina 1 di 1.

i-dava

08 febbraio 2012 16:59
Ciao Sergio
nn ascoltare certe affermazioni lasciano il tempo che trovano..protezionisti di animali x comodita',pero' poi loro nn sanno nemmeno che paghiamo milioni di euro all'anno per i danni causati da questi animali!Ottimo lavoro..
Gianluca

i-dava

08 febbraio 2012 16:34
Ciao Sergio le nutrie bisognerebbe prenderle vive e portarle a casa dei protezionisti visto che si oppongono ogni qual volta si cerchi di limitarne la riproduzione,e bisognerebbe pure fargli pagare i danni che quegli animali provocano a partire dalle terreni colti,dagli argini,dai ponti,dalle vittime della strada,a volte anche mortali,e poi vediamo se si lamentano ancora..Complimenti ottimo lavoro,continua cosi,tu sei uno del fare non del parlare..
Gianluca

camomilla

05 febbraio 2012 18:02
...e completo il pensiero di Roby: allevati e poi lasciati al loro destino una volta che le pellicce non sono più state un motivo di reddito, e quindi lasciate a moltiplicarsi .
Come al solito, in natura la mano peggiore la dà l'uomo..

roby1065

05 febbraio 2012 15:03
E' vero, le nutrie oramai sono un grosso problema, anche se a volte in taluni casi viene enfatizzato un po troppo...ricordiamoci comunque perchè questi animali sono entrati nel nostro paese...venivano allevati per farne pellicce........

camomilla

05 febbraio 2012 14:25
Dichiararsi amante degli animali e abbatterli a fucilate appare cosa molto in contrasto! Esistono metodi più indolori ( anche da Lacchini citati) che farebbero ritenere che sparare non sia la cosa migliore o necessariamente più utile! Che bel compito che si è creato il Lachini: andare in pensione per riempirsi la vita sparando a mille nutrie, che bel record! che bel palmarès! Gli servirà per andare in paradiso più in agevolmente?
E se devo dire le cose come le penso, sinceramente, mi stupisce anche che la provincia autorizzi un massacro così crudele!

LadyLodi

05 febbraio 2012 14:06
Lachini,almeno ci risparmi di prenderci in giro. Una persona che ama gli animali non prende il fucile calibro 12 per sparare alle nutrie e non fa il figo vantandosi di averne MASSACRATE 1000. Almeno che la morte di queste poverette sia indolore.....i massacri autorizzati fanno schifo esattamente come quelli non autorizzati.

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