NEWS
martedì 23 settembre 2014 ore 18:20
S. Padre Pio da Pietrelcina
IL GIORNALE IN EDICOLA
LODI
Mafia, il prefetto scrive al Cittadino
14 marzo 2012

In merito a quanto pubblicato nei giorni scorsi da un gruppo di associazioni lodigiane che hanno chiesto al prefetto di Lodi chiarimenti sulla sua carica di vice presidente della “Città del Sole” (associazione il cui presidente, Salvatore Ottavio Cosma risulta punto di contatto tra ‘ndrangheta e ambienti politici in Liguria) riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera trasmessaci nel tardo pomeriggio di ieri dal dottor Pasquale Gioffré, prefetto di Lodi.

***

Gentilissimo Direttore, «Il Cittadino» di sabato 10 marzo 2012 riporta la notizia di un incontro pubblico, promosso per il 22 marzo da alcune Associazioni lodigiane, per chiedere al Prefetto di questa Provincia di rispondere su alcuni aspetti di una vicenda, definita poco chiara, riguardante la sua pregressa esperienza genovese.

In proposito, ritengo opportuno fornire alcune precisazioni.

La mia adesione all’Associazione Culturale “La Città del Sole” è maturata nell’esclusivo intento dì contribuire alla valorizzazione e alla diffusione della cultura calabrese nel contesto della realtà genovese.

Lo predetta Associazione, costituitasi nell’ottobre dei 2005, ha svolto, peraltro, nel corso degli anni un’azione di modesta entità e di ridotte dimensioni, limitandosi in sostanza ad organizzare alcuni incontri pubblici per promuovere opere letterarie di autori calabresi in luoghi prestigiosi e ben conosciuti del capoluogo ligure.

Ciò nonostante, la mia partecipazione alla vita associativa ha avuto un carattere scarsamente coinvolgente e meramente sporadico, sostanziandosi unicamente nel prendere parte a tre eventi culturali ufficiali ed a talune riunioni preparatorie.

Il primo di questi incontri pubblici, ha avuto luogo il 26 novembre 2005 presso una sala del prestigioso Palazzo Ducale di Genova ed ha riguardato la presentazione del romanzo “Leonzio Pilato”, il cui autore - Santa Gioffré - è un noto ed affermato scrittore calabrese.

Il secondo, tenutosi il 12 febbraio 2009 - dopo un lungo periodo di inattività - nella Sala ex Borsa della Camera di Commercio di Genova, ha visto la mia partecipazione nell’ambito di una mostra fotografica dedicata al terremoto del 1908, che distrusse Messina e Reggio di Calabria.

L’ultimo incontro si è svolto il 27 aprile del 2009, presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova; nell’occasione ho coordinato i lavori di presentazione di un’altra opera del già citato scrittore, dal titolo “Artemisia Sanchez”, da cui è stato poi tratto l’omonimo sceneggiato televisivo.

Sottolineo, pertanto, che ho partecipato solo ed unicamente a questi tre eventi culturali, con la precisazione che dal 24 giugno 2009 ho cessato di fatto qualsiasi forma di collaborazione con la citata Associazione, in quanto da quella data ho assunto l’incarico di Vice Prefetto Vicario presso la Prefettura di Bologna.

Per quanto riguarda il Presidente dell’Associazione “La Città del Sole”, sulla cui posizione vengono adombrati dubbi, nell’articolo del 10 marzo scorso, ritengo di puntualizzare quanto segue.

Ho conosciuto Salvatore Ottavio Cosma, figura nota negli ambienti pubblici genovesi, nella sua veste istituzionale in precedenza ricoperta di Assessore alla Scuola ed ai Servizi Educativi del capoluogo ligure e quale responsabile dell’Associazione Onlus “Bambini vittime”.

Oltre a questa specifica connotazione, sfuggono alla mia conoscenza e comprensione eventuali altri aspetti della sua vita personale non strettamente collegati alla sua attività associativa ed al suo impegno profuso in campo sociale.

Con l’occasione, vorrei ulteriormente precisare che con altri personaggi, gravitanti nell’ambito dell’Associazione, pure citati nell’articolo, non ho mai intrattenuto, e questo posso affermarlo con assoluta fermezza e convinzione – rapporti di frequentazione, essendo queste persone a me del tutto estranee ed ignote e non risultando avere mai preso parte ai lavori del sodalizio stesso.

Concludo ribadendo, pertanto, che la mia presenza in tale ambito associativo rispondeva solo ad una finalità culturale, senza alcun coinvolgimento, neppure inconsapevole, di altra natura. Con viva cordialità.

Pasquale Gioffré, prefetto di Lodi

®Riproduzione riservata
INVIACI IL TUO COMMENTO
Commento (non deve superare i 1500 caratteri)
I commenti vengono moderati dalla redazione
2 commenti.
jena 14 marzo 2012 12:01
Concordo pienamente con HEGO
HEGO 14 marzo 2012 10:32
salve,
Dando per scontata la buona fede del Prefetto di Lodi, penso che il miglior atto di autodifesa sarebbe quello di autosospendersi temporaneamente e permettere un (si spera rapido) accertamento da parte degli organi competenti.
Il cruciale compito che e' chiamato a ricoprire, non puo' tollerare che permanga, soprattutto fra i cittadini, la minima ombra di dubbio.
grazie