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giovedì 17 maggio 2012 ore 09:08, S. Pasquale Baylon
In bicicletta fino alla fine del mondo
Bellocchio raggiunge la Terra del fuoco
(20 febbraio 2012)

Senza fiato attraverso il caldo delle Pampas, sfrecciando giù fino alla bellezza mozzafiato della Patagonia e poi finalmente nella Terra del fuoco. In bicicletta fino alla fine del mondo, per un totale di 2.632 chilometri.

A distanza di due anni dal suo viaggio a Caponord, rigorosamente (e faticosamente) pedalando, Mario Bellocchio “colpisce” ancora: il lodigiano, classe 1965, questa volta ha puntato dritto verso l’Argentina, documentando come sempre la sua nuova avventura sul blog http://mariobellocchio.blogspot.com. L’incredibile viaggio è iniziato il 2 gennaio, con un volo Milano Linate-Buenos Aires (scalo a Londra), per poi concludersi il 15 gennaio, lasciandosi alle spalle una natura indomita e una media di quasi trenta chilometri al giorno, che nelle Pampas era destinata salire nonostante le temperature da “forno”.

«In Argentina ci si sente a casa, sembra proprio di essere in Italia, solo che lì

parlano spagnolo - commenta Mario -, è questa la prima impressione che ho avuto, lo si percepisce subito, anche perché ci sono molti immigrati italiani. Le persone sono disponibili, non possiedono molto ma quello che hanno te lo offrono senza problemi». Generosi e disponibili.

E nonostante il ciclista avventuroso avesse preparato tre possibili itinerari, alla fine ne ha seguito un quarto, anche grazie ai consigli e alle indicazioni ricevute sul posto: da Buenos Aires ha raggiunto il Cile in sella al suo bolide rosso, ha seguito la splendida Carretera Austral, la strada che porta a Sud, è rientrato in Argentina per raggiungere la Patagonia e infine ha fatto il suo ingresso nella Terra del fuoco.

«Se trovavo una città o un paese che metteva a disposizione un alloggio, allora mi fermavo - dice Bellocchio -, spesso però non era possibile e quindi dormivo in tenda. Il tempo era buono, nelle Pampas faceva molto caldo, non mi sono mai imbattuto in temporali ma qualche volta è piovuto».

La preparazione del viaggio non è stata affatto semplice, soprattutto perché tutto il materiale doveva trovare posto in due sole borse da agganciare alla bicicletta, un “pacchetto”, quella della due ruote con tutto l’occorrente, pesante una cinquantina di chili. Perché proprio l’Argentina? «Tutto è iniziato a Caponord - spiega Mario -, avevo incontrato un ragazzo che mi aveva detto che il paesaggio era molto simile a quello della Patagonia, così ho iniziato a interessarmi. Nonostante abbia fatto la metà dei chilometri rispetto a Caponord, questa volta è stato faticosissimo. Ho trovato molte strade sterrate con sassi grossi, saliscendi in continuazione e

salite difficili. La Patagonia è una terra incontaminata, a parte il rumore dell’acqua non si sente nulla e s’incontrano pochissime persone».

Sebbene a ogni partenza la sua famiglia viva ore di massima apprensione, non è detto che Mario, sposato con due figli e residente a Crema, si fermi. Il deserto è uno dei suoi sogni, ma potrebbe “accontentarsi” anche dello Stivale: «Le Pampas potrebbero essere una buona palestra per il deserto, ma non so ancora che cosa farò. Mi piacerebbe attraversare l’Italia, in particolare il Sud, non ho mai visto la Sicilia».

Greta Boni

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1 commento. Pagina 1 di 1.

utente01

21 febbraio 2012 11:56
che bella avventura!