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giovedì 17 maggio 2012 ore 08:45, S. Pasquale Baylon
Depuratore, «le analisi erano a posto»
L’Autorità d’ambito sorpresa dopo il sequestro
(31 gennaio 2012)

«Le analisi che venivano presentate riguardo al funzionamento del depuratore di Lodi sono sempre risultate conformi»: c’è stupore, all'indomani del sequestro dell’impianto di trattamento fognario del Costino gestito da Sal, negli uffici dell’azienda speciale Ufficio d’ambito di Lodi, l'organismo di proprietà della Provincia di Lodi subentrato dall’1 gennaio all’Autorità d’ambito di Lodi, che era invece un consorzio di Provincia e comuni. Il compito di chi gestisce l’ambito però è restato sempre quello: dettare le regole, per un territorio che corrisponde a quello provinciale, sul funzionamento del ciclo delle acque. E affidare anche la conduzione di impianti e reti, valutando anche tariffe e investimenti, una “partita” che per questi ultimi vale 360 milioni di euro dal 2009 al 2037, pur restando le tariffe lodigiane tra le più basse d’Italia.

Ovviamente l’Ufficio d’ambito è il primo organismo che attende di comprendere a fondo le motivazioni del sequestro preventivo eseguito lunedì mattina dalla Forestale, a seguito di un’ordinanza del gip che blocca l’attività collaterale di essiccazione dei fanghi e che soprattutto affida il depuratore, in custodia, al presidente della Provincia di Lodi, con il mandato di fare il possibile per migliorarne l’efficienza.

Attualmente, dopo il potenziamento da 1,5 milioni di euro attuato da Astem nel 2005, il depuratore di Lodi è dimensionato per 45mila abitanti equivalenti. Ne serve però 49mila: «Questo è uno dei motivi per cui la Commissione europea ha posto Lodi in pre-contenzioso, perché si vuole comprendere come faccia a essere efficiente per un carico maggiore rispetto a quello di progetto - spiega la direttrice dell'Ufficio d’ambito Diomira Cretti -. In realtà i dati a disposizione di chi gestisce l’ambito territoriale dicono che le tabelle di legge sul contenuto di inquinanti dell’acqua che esce dall'impianto sono state rispettate. Inoltre, è previsto un ulteriore investimento di 4,2 milioni di euro per portare la capacità di trattamento a 60mila abitanti equivalenti». Perché la città di Lodi, questo il secondo motivo per cui la situazione è sotto il monitoraggio della Commissione europea, non è completamente collegata alla fognatura: proprio per l'urgenza di evitare la messa in mora e quindi sanzioni comunitarie, governo e Regione Lombardia hanno stanziato contributi per finanziare opere straordinarie, con una compartecipazione del 30 per cento dei costi, che per il resto rimangono a carico degli ambiti, gravando cioè sulla tassa di depurazione. Con questi fondi, in città si è già realizzato un primo lotto del nuovo collettamento fognario, per due milioni di euro, e in dicembre è stato approvato il progetto preliminare da altri 3,8 milioni, per il secondo lotto di estensione delle reti, fino alla strada provinciale 23, a viale Milano e in altri quartieri. E questo comporterà un maggior carico del depuratore, e quindi il previsto ampliamento, per il quale però non sono previsti contributi straordinari.

«Dopo il passaggio di gestione da Astem a Sal risultano inoltre investiti circa 350mila euro per piccoli interventi, nell’arco di due anni - prosegue Cretti - l'impressione è che non si tratti di un impianto “dimenticato”». Eppure le analisi Arpa commissionate da Procura e forestale hanno indicato superamenti, 43mila Ufc contro un limite di 5mila, della presenza di coliformi, e di un 25 per cento in più per il fosforo. «Mi risulta però che nell’inchiesta si parli di escherichia coli, un parametro che nelle tabelle di legge non c’è. Inoltre il valore dei coliformi non è un limite in sé, ma un parametro per il quale il superamento va valutato assieme ad altri indicatori - riflette la direttrice -. Il depuratore, inoltre, è un sistema che dipende da qualità e quantità dei materiali in ingresso, dalla temperatura. Non a caso quando si fanno i prelievi per le analisi si annotano anche le condizioni meteo. Basta, tra l’altro, uno sversamento di benzina in fogna perché il funzionamento si alteri, temporaneamente».

Da chiarire, quindi, se i due valori fuori limite finora rivelati dagli inquirenti siano gli unici o se invece il malfunzionamento del depuratore fosse sistematico. Secondo alcuni testimoni, almeno il ciclo finale del trattamento era insufficiente per i volumi d’acqua in transito. «Le analisi che vengono fornite agli enti di controllo da chi gestisce un depuratore vengono fatte in autotutela e anche per conto di Arpa, con cadenza periodica».

Per ora il presidente di Sal Antonio Redondi e il direttore Carlo Locatelli, indagati, non rilasciano dichiarazioni ufficiali, così come l’avvocato Massimo Pellicciotta, uno dei difensori già nominati, attende di studiare gli atti, prima di pensare di proporre un’eventuale istanza di dissequestro.

Carlo Catena

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Bingo

01 febbraio 2012 18:39
arpa oggi è aqrpa che detiene le verità ieri era sal ,ho visitato il sito Sal alla voce "parametri analizzati"
http://www.acqualodigiana.it/parametri.html e guarda caso la pagina è in costruzione ,Arpa ,sappiamo chi è è quella che dice che i canili intercomunali si fanno a 200 metri dall asilo dalle scuole dalle chiese dalle case (non loro sia chiaro ) e dai cimitero maggiore di Lodi ,questa è ARPA .... tutto il resto è .quel che stiamo vedendo quotidianamente nell nostra città, chiedete ad arpa di analizzare la neve caduta su lodi per vedere se lo fa , giusto per tarare i parametri sull inquinamento atmosferico ,che uniti a quello ambientale darebbero un bello spunto di riflessione sull operato degli ultimi anni da parte delle istituzioni locali preposte alla salvaguardia del cittadino

camomilla

01 febbraio 2012 18:29
Due domande:
1) come si può tradurre, in linguaggio semplice e con esempi alla portata di tutti, l'espressione: (l'offerta di collaborazione) "è solo un'elementare quanto dovuta dimostrazione di rispetto istituzionale"? Sarei lieta di comprenderlo.
2) Se secondo il report ARPA lombardia gli impianti in funzione nel Lodigiano "sono tutti perfettamente conformi alla normativa e non infrangono i parametri di legge per nessun indicatore", ma di cosa parlano quelli della Forestale? Sarebbero caduti in un equivoco pazzesco! e dopo anni di indagine! ...E da un paio di giorni avrebebro pure creato un allarmismo ingiustificato! mah..

Ufficio stampa comune di Lodi

01 febbraio 2012 17:50
Come contributo di conoscenza, si segnala l'indirizzo web dove poter consultare il report 2010 di Arpa Lombardia sugli impianti di depurazione attivi nella Regione: quelli in funzione nel Lodigiano (compreso quello di Lodi) sono tutti perfettamente conformi alla normativa e non infrangono i parametri di legge per nessun indicatore: http://ita.arpalombardia.it/ita/console/files/download/76/report_2010_acque_reflue_urbane.pdf
Ufficio stampa Comune di Lodi

Ufficio stampa comune di Lodi

01 febbraio 2012 17:47
Gentile cima, l'amministrazione comunale non ha dichiarato di "non avere colpa", per la semplice circostanza che non c'è nulla di cui è incolpata, visto che il depuratore non è di sua proprietà, non è gestito dal Comune ed il servizio di depurazione non viene neppure svolto per conto del Comune, bensì dell'Ato. Dichiarare disponibilità a collaborare con gli inquirenti (se e nelle forme che questi riterranno utili) è solo un'elementare quanto dovuta dimostrazione di rispetto istituzionale. Per luis amplatz: l'acqua che esce dal depuratore (da qualsiasi depuratore)e viene scaricata in corpi idrici superficiali (i corsi d'acqua) non ha nulla a che vedere con l'acqua della rete pubblica ad uso igienico ed alimentare, che viene pescata in falda a 100 metri di profondità nel sottosuolo.
Ufficio stampa Comune di Lodi

Bingo

01 febbraio 2012 17:44
io credo che se le bugie veramente facessero allungare i nasi di legno oggi dalle finestre del Broletto uscirebbero pali della cuccagna ,come sia possibile definirsi "estranei" ,quando si detiene il 98% di astem ed il 45% di Sal a che scopo lo si detengono queste elevate percentuali se non si è partecipi ?

cima

01 febbraio 2012 16:56
A mio parere il Broletto non deve "collaborare" se veramente sostiene di non avere colpa; in caso dovrà aprire delle indagini per il riscontro delle responsabilità, oltre a quelle già aperte dall'autorità competente. Il fatto di dire "collaborare" fa intendere che ci possa essere stato un qualche tipo di accordo occulto e che ora, pentiti, vogliano mettere a posto.

In una situazione di questo tipo, si dovrebbe confiscare la ditta e nazionalizzarla. Questo è l'unico deterrente per evitare che la cosa si ripeta.
Multe o tribunali? Servono a niente perché sanno bene che al massimo rischiano la sanzione e se ne sbattono.

camomilla

01 febbraio 2012 16:32
Va bene, sulle analisi, ognuno parla "pro domo sua".
Ma sulla collaborazione del comune, qualcuno ha modo di chiarire le idee?

acces

01 febbraio 2012 15:58
Camomilla, capirci qsa con le poche informazioni che ci sono è difficile.
La dirigente dell'Ato pare sostenga che i valori riscontrati non sono indicati nella legge, oltre al fatto che per determinati "batteri" deve essere considerata anche la situazione ambientale del prelievo.

Boh, tra l'altro leggendo un altro quotidiano ho visto accrescere il mio stupore.
Ieri scrivevo che dare la custodia alla provincia mi pareva un pò strano perchè pare, sempre dalle fonti di stampa, che lo stesso ente abbia emesso autorizazioni incomplete (mancanza di certificazioni idrauliche o cose simili). Oggi su di un altro quotidiano si legge che alla stessa provincia, ed allo stesso dirigente, nel passato sono stati notificati almeno tre (due del 2009 ed una del 2010) tre verbali di sopralluogo dell'arpa (come sono stati notificati al comune, parco, sal, ecc...).
Senza fare dietrologie mi pare però una stranezza.

Luis Amplatz

01 febbraio 2012 15:03
Istanza di dissequestro? Tanto l'acqua continua ad arrivare, buona o cattiva che sia e i cittadini, volenti o nolenti, ne fanno uso. Le ultime analisi fornite a seguito di una protesta sollevata qualche giorno fa da alcuni residenti di Campo Marte (l'acqua puzzava di candeggina), fatte sempre da Sal (le analisi a cui fa riferimento Ato venivano "presentate" dalla stessa Sal?) hanno confermato la presenza massima di cloro consentita dalla legge, quindi in quantità elevata. Io qualche risposta comincio a darmela del perché di tanto cloro.

Luis Amplatz

01 febbraio 2012 14:54
Mica è finita... il cattivo dipendente ovviamente verrà inquisito, la pratica proseguirà fin quando dopo un paio d'anni, arrivato il momento del processo, al giudice verrà una colite, così verrà sostituito da un altro che dopo aver avuto un semestre a disposizione per rileggersi le carte, annuncerà la data del nuovo processo, ma alla vigilia, l'avvocatone del cattivo dipendente scoprirà che un bollo è stato timbrato all'incontrario, una goccia da caffè da macchinetta è caduto su una sillaba di una parola delle 157889 pagine che compongono l'indagine rendendola ovviamente illeggibile e bisognerà ricominciare tutto da capo. Nel frattempo il giudice che aveva sostituito il primo ottiene l'agognato trasferimento, magari nel natio paese dove di giudici ce ne sono 436 su 437 abitanti. Arriva un altro, tempo sei mesi per leggersi le carte. Finalmente in aula di tribunale, no, è nevicato, oggi salta tutto e siccome l'elenco delle udienze è ingolfato, tutto rinviato di qualche mese. E alla fine d'incanto tutto va in prescrizione. E il nostro, cattivo dipendente, tornerà a fare quello che faceva prima.

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