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mercoledì 19 giugno 2013 ore 03:59, Ss. Gervasio e Protasio
«Noi abbandonati dalla Provincia»
(30 maggio 2012)

Hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera di protesta. Alessandro, Gloria e Federico, tre ragazzi con disabilità motoria dell’istituto Maffeo Vegio, rimasti “prigionieri” della scuola in occasione del terremoto, si dicono «abbandonati dalla provincia». «Alle 9 di martedì - raccontano - tutti gli studenti del Vegio, come prevede il piano di evacuazione, sono usciti dall’istituto, insieme con gli insegnanti e i bidelli, dopo aver sentito la forte scossa di terremoto. Tutti, tranne noi, i 3 studenti disabili in carrozzina del Maffeo. Questo perché, purtroppo, nonostante le diverse richieste inviate dal nostro preside e dal vicepreside alla Provincia, ci sono ancora barriere architettoniche che ci impediscono di uscire velocemente dalla scuola. Questa è la seconda volta in un anno che gli studenti disabili del Maffeo non vengono soccorsi in situazioni di reale pericolo. Nei prossimi giorni i nostri genitori e professori si mobiliteranno per ottenere, immediatamente, una soluzione concreta. Pretendiamo che durante l’estate venga costruita una rampa che ci consenta di uscire. La chiediamo da anni». «L’intervento è urgente - ribadisce il dirigente Salvatore Pignanelli -. Invieremo una ulteriore richiesta a palazzo San Cristoforo. In attesa dello scivolo, ci stiamo organizzando per individuare delle persone che sollevino fisicamente le carrozzine e facciano uscire i nostri quattro ragazzi, in coda però al flusso della massa. Abbiamo individuato come punti di riferimento gli assistenti ad personam, gli insegnanti di sostegno e tre collaboratori scolastici. Fortunatamente le loro aule sono state collocate al piano rialzato. La rampa da affrontare, quindi, è solo una. Già martedì eravamo pronti a sollevare le carrozzine, ma quando il flusso è defluito in giardino, ho fatto un controllo e mi sono assunto la responsabilità di non far affrontare loro un inutile stress». Immediata la replica della Provincia: «Quanto letto sul “Cittadino” di martedì è grave, non è ammissibile - commenta il vicepresidente Claudio Pedrazzini -: che tre alunni disabili siano stati lasciati in classe nei momenti successivi al terremoto. In situazioni di emergenza il personale responsabile della sicurezza deve adoperarsi affinché tutti gli studenti possano essere guidati in aree sicure. Del resto, l’edificio che ospita il Maffeo Vegio è già adesso dotato di tutti gli ausili necessari all’abbattimento delle barriere architettoniche: scivoli, elevatori e servo scale sono a disposizione della scuola e non vi sono state segnalazioni recenti di malfunzionamento arrivate ai nostri uffici tecnici. Il piano per la sicurezza e le procedure da adottare dovrebbero essere condivise e testate come previsto dalla legge all’interno della scuola, così come l’indicazione dei cosiddetti “luoghi statici sicuri”, da utilizzare in caso di eventi sismici in alternativa all’evacuazione». «Nessuna volontà di polemica da parte nostra - aggiunge l’assessore all’istruzione Mariano Peviani -, ma solo chiarezza su ruoli e competenze. Se dalla scuola si deciderà di avanzare ufficialmente la richiesta di realizzare anche una rampa che, in alternativa alle altre vie di fuga esistenti, colleghi direttamente piano rialzato e cortile, siamo come sempre disponibili a discuterne e a valutarne la fattibilità, con quello spirito di ascolto, collaborazione e concretezza che ci ha sempre contraddistinto, e che abbiamo mostrato anche in tempi recenti con gli interventi di manutenzione dello stabile». Quanto dice Pedrazzini però al preside non risulta: «Il servo scale è al piano superiore - dice -, lo scivolo non c’è e le barriere architettoniche restano. Gli ascensori, come è noto, in caso di terremoto non si possono utilizzare».

Cristina Vercellone

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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5 commenti. Pagina 1 di 1.

jena

31 maggio 2012 19:40
Mi piacerebbe invece sapere dove era andato a finire il preside. Spero tanto che sia stato almeno vicino ai 3 ragazzi. Altrimenti sarebbe da mandarlo a fare un altro lavoro. Anzi ... meglio che se ne vada in silenzio a testa bassa. Ci dica ... dov'era?

gne.gne

31 maggio 2012 14:36
Ci andavo al Maffeo quei problemi ci sono sempre stati!

LodDoc

31 maggio 2012 13:37
Come al solito manca la cultura della sicurezza.Troppo spesso le prove di evacuazione degli edifici scolastici (obbligatorie durante l'anno scolastico) vengono sottovalutate e considerate una semplice formalità. Il piano di evacuazione degli edifici pubblici( comprese le scuole) viene approvato da commissioni competenti in materia che analizzano la struttura ed i rischi ad essa connessi per poi stendere il piano in cui DEVONO essere indicati(nome e cognome) i responsabili della sicurezza e tra questi anche eventuali assistenti per studenti con problemi motori.Addirittura è previsto che vengano segnalati eventuali studenti presenti negli edifici con problemi motori anche temporanei(ad esempio utilizzo di stampelle o simili) in modo da poterli assistere in caso di emergenza.Mi spiace ma in questo caso è stata una mancanza dell'istituto e non della provincia.

Alex@

31 maggio 2012 13:13
Io leggo l'ennesimo esempio di come sia ampiamente diffuso, e praticato, lo scarica-barile delle responsabilità. Certo, siccome non sono i figli di: un assessore, un consigliere, un ammanicato di vario genere ma sono solo "figli di un Dio minore", allora va bene aspettare. Ma aspettare cosa? La tragedia? Eh no! Fatela sulla pelle vostra cari amministratori pubblici non sempre sulla nostra. Esprimo tutta la mia solidarietà e stima Alessandro, Gloria e Federico ed alle loro famiglie! Queste situazioni sono vergognese e non possono essere più tollerate da nessuno!

mlaura

31 maggio 2012 11:53
La trovo una cosa allucinante.
".....ho fatto un controllo e mi sono assunto la responsabilità di non far affrontare loro un inutile stress" .....Ma ho letto bene???

5 commenti. Pagina 1 di 1.

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