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Ambiente
25 Comuni lodigiani “affondano” nei fanghi
6 febbraio 2016

Gli Stati generali dell’ambiente a Castelnuovo per tirare fuori il Lodigiano dal fango. Ieri sera la piattaforma dei comitati a tutela di paesaggio e ambiente ha affrontato il caso fanghi, quelli sparsi in ben 25 comuni del Lodigiano, da Comazzo a Maccastorna. A moderare il dibattito, il direttore del «Cittadino» Ferruccio Pallavera.

L’avvocato Paola Brambilla, presidente Wwf Lombardia, ha subito inquadrato il tema dal punto di vista normativo, partendo dalla differenziazione fra lo spandimento di refluo zootecnico, positivo dal punto di vista ambientale, e spandimento di digestato, frutto di prodotti di scarto. «La normativa fanghi si scontra con la normativa sui rifiuti – ha spiegato -: in materia di rifiuti infatti si dice che tutto ciò che può essere recuperato non è più rifiuto e quindi può essere usato anche come spandimento; l’anello debole è la mancanza di controlli che lascia spazio agli abusi, dunque a contaminazioni segrete – ha affondato - e un’istituzione dovrebbe reagire con normative che prescrivano dei controlli prima durante e dopo lo spandimento, con normative certe». I Comuni, per esempio, possono governare il territorio attraverso l’azzonamento, decidendo, a costo zero, nel Pgt, quali terreni non si possono più consumare. L’avvocato del Wwf ha quindi fornito qualche dato significativo: «Cre ed Ecotrust sono state condannate dall’Antitrust per aver fatto cartello, assicurandosi il 70 per cento dello spandimento fanghi fra il 2008 e il 2013, con una sanzione di oltre un milione 104mila euro, pari al 15 per cento del giro d’affari».

Il sindaco di Pieve Fissiraga Stefano Guerciotti è intervenuto, deciso a cogliere gli strumenti che le amministrazioni hanno a disposizione per gestire e controllare i fanghi.

Un “appello” a favore dei sindaci è arrivato da Alessandro Rota, presidente Coldiretti Milano-Lodi-Monza Brianza: «Un sindaco dovrebbe avere in mano i dati relativi alle analisi del suo territorio».

Durissimo Alberto Zolezzi, portavoce Cinque Stelle alla Camera: «Abbiamo proposto al governo una risoluzione che faccia chiarezza sui fanghi: è necessario che all’interno dei piani di gestione dei rifiuti urbani venga elaborato il piano di gestione dei fanghi, capire che tipo di sostanze sono e quindi elaborare criteri di misurazione, pubblicando i dati raccolti su Ispra». I Cinque Stelle hanno chiesto al governo anche l’istituzione del referto epidemiologico: diventino pubbliche le cause delle patologie.

Acceso il dibattito fra i 150 presenti. «Fare rete è indispensabile – ha provocato Ezio Corradi del coordinamento comitati ambientalisti italiani -, invito gli amministratori a stare dalla parte dei cittadini».

Il sindaco di Castelnuovo Marcello Schiavi ha analizzato: «Quanto costa smaltire fanghi sui terreni che poi si contaminano e quanto stoccarli o trovare un’altra soluzione? L’utilizzo fanghi è necessario?». Ivano Zilli, consigliere comunale di minoranza a Meleti ha affondato: «Quando a Meleti anni fa volevano fare una maxi discarica l’abbiamo fermata, l’impianto fanghi è stato realizzato e oltretutto a 50 metri dalla comunità di Cornovecchio che è una realtà socio sanitaria». Secco il sindaco di Meleti Mario Rocca: «Di fronte a una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione alla società dell’impianto, così altro si poteva fare?».

Sara Gambarini

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3 commenti.
scontenta 07 febbraio 2016 19:22
Basterebbe il buon senso e il rispetto della terra per evitare di usare concimi chimici e sostanze dannose
La rotazione delle colture ad esempio,come si faceva una volta
Non stiamo coltivando sono i campi di grano?
Con quali farine è fatto il pane e la pasta che mangiamo?
Un paese col nostro clima e col nostro territorio non sta producendo più nulla e quello che produce lo fa in modo innaturale,salvo rare eccezioni
lingalingò 07 febbraio 2016 12:22
Conosco alcuni agricoltori della zona e sanno perfettamente quali schifezze tossiche finiscano nei fanghi infatti si rifiutano di fare irrorare i loro campi, comunque l'odore è inconfondibile e non è il sano odore di liquame di maiale, per riconoscerli è facile, se vicino ad un campo c'è un autobotte trainata da un autoarticolato allora trasporta schifezze.
Nei fanghi finisce di tutto e non è facile prevenire che possano essere introdotte sostanze provenienti da atti illeciti, l'unica soluzione renderli ILLEGALI!, perchè penso siano una buona componente dell aumento del tasso dei tumori in zone che apparentemente sono immerse nella natura dei campi...
albino marx 06 febbraio 2016 20:11
“Il sindaco di Castelnuovo Marcello Schiavi ha analizzato: «Quanto costa smaltire fanghi sui terreni che poi si contaminano e quanto stoccarli o trovare un’altra soluzione? L’utilizzo fanghi è necessario?»” Se ci dà il suo indirizzo, glie ne portiamo un po’ nel suo giardino. Tranquillo Sig. Sindaco. Gratis. Che sia necessario, purtroppo, è dovuto al sistema economico che stiamo vivendo. La normativa Europea è abbastanza chiara in merito e stabilisce anche controlli severi, pur non escludendone l’utilizzo. Perché proprio nel Lodigiano? Una Terra già di per sé “grassa”. Una Terra che non ha sicuramente bisogno di aumentare la concimazione, anzi, alla luce del digestato, dovrebbe trovare sbocchi verso terreni poveri anche fuori regione. Se crediamo che il processo di qualità, di Biologico, possa essere uno sbocco per la nostra Agricoltura ecco, i fanghi ne sono l’antitesi. I Cittadini incominciano a non aver più fiducia nelle Istituzioni e fanno benissimo. Non è lontano il tempo delle responsabilità. Qui non comanda più il Sindaco, il Parroco ed il Farmacista. C’è un vento nuovo. Mi auguro che diventi bufera.