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Carcasse di pecore nell’Adda
6 marzo 2012

Pecore morte gettate in Adda. Le carcasse di quattro femmine d’età adulta sono state rinvenute domenica sotto il ponte di Crotta al confine con Maccastorna e recuperate ieri mattina dai vigili del fuoco di Cremona. Si tratta di animali di grossa taglia, tra i trenta e quaranta chili, che al momento del ritrovamento erano in stato di decomposizione. A notarli alcune donne a passeggio lungo il fiume che in questa stagione è in secca, i loro corpi affioravano a mezz’acqua dal ghiaione proprio sotto il ponte tra le provincie di Lodi e Cremona. Informato dell’accaduto il sindaco di Crotta Renato Gerevini ne ha dato segnalazione all’Asl e ieri mattina un veterinario dell’azienda sanitaria ha eseguito l’ispezione delle carcasse per accertare che le pecore non fossero infette. Alle operazioni era presente anche il primo cittadino di Maccastorna Piero Giovanetti, che con il collega Gerevini dovrà farsi carico delle spese per lo smaltimento dei resti animali recuperati dai pompieri.

«Qualche pastore se ne è sbarazzato buttandole dal ponte - ha spiegato Giovanetti -, nel punto dove si tengono abitualmente i canti della Merla. Risalire ai responsabili sarà difficile, perché erano sprovviste del numero d’identificazione». Le pecore sono state infatti ritrovate senza una parte dell’orecchio, quella con tatuato il codice che consente di individuare gli allevatori. Prima di buttarle in Adda, chi ha compiuto il gesto ha provveduto al taglio così da non essere scoperto.

«Da qualche tempo dei pastori transitano con i loro greggi nel territorio di Maleo, Cornovecchio, Meleti e Maccastorna ma non è detto che siano stati loro a liberarsi delle pecore - riflette Giovanetti -. Del fatto ho comunque avvisato subito i carabinieri di Castelnuovo».

Per rimuovere le carcasse dal letto del fiume i vigili del fuoco di Cremona hanno dovuto indossare tuta e maschere, il fetore era terribile. «Non sappiamo da quanto tempo fossero lì, la carne putrida viene mangiata dagli uccelli e dai pesci e vi è il rischio d’infezioni - ha rimarcato Gerevini -, è una vergogna che qualcuno abbia potuto liberarsi delle quattro pecore così. Se non volevano rivolgersi alle ditte specializzate avrebbero potuto almeno interrarle». In questo periodo ha inizio la transumanza e non di rado accade che qualche capo faccia la brutta fine delle pecore ripescate ieri. «Quattro però sono davvero tante - ha concluso Gerevini - e adesso toccherà a me e al sindaco di Maccastorna sostenere le spese per il loro smaltimento, che si aggirano sui 500 euro».

Laura Gozzini

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2 commenti.
camomilla 07 marzo 2012 08:27
Amplatz ha espresso il mio stesso pensiero.
Ricordo l'agnellino azzoppato gettato un paio d'anni fa dai pastori ancora vivo nel cassonetto: là per fortuna qualcuno vide il tutto e ne seguì una vicenda giudiziaria.
Le pecore in un gregge sono un valore, fintanto che non manifestano qualche problema: poi, vengono gettate come carta straccia.
I cani sono un aiuto sostanziale, ma trattati ...come sappiamo..
Luis Amplatz 06 marzo 2012 23:21
La soluzione è semplice. Si tratta di capi morti durante il pascolo nel Lodigiano e i proprietari (o i loro sottoposti) se ne sbarazzano con la stessa noncuranza di quelli che abbandonano materassi, lavatrici e frigoriferi e sacchetti vari nelle scarpate delle strade: in questo caso si sceglie la via più breve, un bel tuffo in Adda.