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sabato 25 maggio 2013 ore 23:32, dedicazione cattedrale
Ss. Cirillo e Metodio

I due fratelli "apostoli dei popoli slavi", come vennero definiti, nacquero a Tessalonica, l'odierna Salonicco, in Grecia, agli inizi del IX secolo e benché avessero intrapreso carriere diverse le loro vite proseguirono parallele quando nell'860 tutt'e due ebbero l'incarico dall'imperatore di evangelizzare i Chazari, abitanti allora di una regione a nord del Mar Nero, e tre anni più tardi i boemi. Fu durante la loro permanenza in Moravia che Cirillo si preoccupò di comporre un nuovo alfabeto (detto "cirillico" appunto) che rispondesse alle esigenze fonetiche della lingua slava per permettere così a quelle popolazioni la comprensione dei testi sacri che egli stesso e suo fratello andavano traducendo. La novità non fu bene accolta dai "conservatori" che giunsero ad accusare Cirillo e Metodio di scisma, ma papa Adriano II non solo ne approvò l'attività ma autorizzò l'uso della lingua slava nella liturgia. Cirillo morì nell'869 e suo fratello gli sopravvisse una quindicina d'anni continuando la sua opera con grande impegno. Il culto dei due santi si diffuse subito dopo la loro morte tra tutte le popolazioni slave. Giovanni Paolo II li proclamò nel 1980 compatroni d'Europa, insieme a S. Benedetto da Norcia, e nel 1985 "precursori dell'ecumenismo".

(Nino Ravenna)

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